Messinese: “L’Eni ha sporcato e deve pulire. Il protocollo non c’entra con i processi”

 
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Gela. “Chi sporca deve pulire. E questo vale anche per l’Eni”. Lo ha ribadito il sindaco Domenico Messinese questa mattina in conferenza stampa, chiarendo la presunta ambiguità accusata dai legali di Eni a margine del processo civile che si è aperto lo scorso 13 gennaio in tribunale contro l’azienda del cane a sei zampe. Il primo cittadino ha illustrato la posizione del Comune, assieme all’assessore all’Ambiente, Simone Siciliano, e al componente della Giunta con delega agli Affari Legali, Fabrizio Morello. “Ci siamo costituiti in giudizio perché devo tutelare il territorio. La nostra è una linea coerente che tiene a cuore la salubrità della nostra terra. E’ inutile che qualcuno cerchi il capro espiatorio”.
Intanto la prossima settimana, al Ministero dello Sviluppo Economico, il primo cittadino incontrerà i governi nazionale e Regionale sull’Accordo di Programma. “Abbiamo chiesto con forza la presenza del Ministro Guidi e del Sottosegretario – ha detto l’assessore Siciliano – perché vogliamo sapere su cosa vuole investire lo Stato a Gela. A distanza di sei mesi non vediamo risultati sulle bonifiche che devono essere fatte. Se è vero che Eni ha avviato tutti gli iter autorizzativi le istituzioni devono dare risposte”.

Gli fa eco l’assessore Fabrizio Morello. “Non abbiamo mai cambiato idea e posizione. Qualcuno qui ha sporcato e non vuole pulire. Abbiamo chiesto al giudice anche di prevedere un fondo da destinare al sostegno dei lavoratori”.

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