Minacce dall’assessore comunale, Romano denunciò tutto: chiesti tre anni per Lisinicchia

 
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L'imprenditore ha denunciato le pressioni subite

Gela. Per i pm della procura di Agrigento, l’ex assessore del Comune di Naro Francesco Lisinicchia avrebbe sottoposto a pesanti ingerenze l’imprenditore gelese Giuseppe Romano, che con la sua azienda gestisce il servizio rifiuti nel piccolo centro. Per questo motivo, è stata chiesta la condanna a tre anni di reclusione. Fu Romano, parte civile nel procedimento insieme alla sua azienda, a denunciare tutto. L’allora assessore quasi gli avrebbe imposto di firmare un contratto con un’azienda di vigilanza privata, che si sarebbe dovuta occupare dei controlli nei cantieri della Roma Costruzioni. Gli investigatori agrigentini scoprirono che Lisinicchia operava per quell’azienda. Avrebbe fatto capire all’imprenditore che se non avesse sottoscritto il contratto, poteva subire ripercussioni, non solo nei pagamenti da ricevere ma anche nei cantieri. Inoltre, non si sarebbe risparmiato nel millantare presunti contatti con la criminalità organizzata. L’imprenditore scelse di segnalare quanto stava accadendo ai carabinieri. Lo sostengono l’associazione antiracket “Gaetano Giordano” e la Fai.

Tutte le parti civili (l’imprenditore, la Roma Costruzioni e la Fai) sono rappresentate dall’avvocato Giuseppe Panebianco, che a sua volta ha chiesto la condanna dell’imputato. L’ex assessore, attraverso i difensori Diego Giarratana e Antonio Panico, ha optato per il giudizio abbreviato. Il prossimo giugno, davanti al gup del tribunale di Agrigento, toccherà ai legali fornire la loro versione dei fatti, esponendo le conclusioni.

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