Morto dopo uno schianto in via Venezia, i familiari di Salvatore Scerra si oppongono all’archiviazione del caso

 
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Gela. Per i magistrati della procura il caso della morte del diciassettenne Salvatore Scerra va archiviato. L’incidente mortale. Non ci sarebbero elementi utili per contestare eventuali accuse, ad iniziare da quella di omicidio colposo. Così, la richiesta di archiviazione è stata ribadita dal pubblico ministero Monia Di Marco, davanti al giudice delle indagini preliminari Paolo Fiore. Il giovanissimo, appena diciassettenne, perse la vita dopo il violento impatto, in sella al suo motorino, contro un’utilitaria. Tutto si verificò, nell’arco di pochi istanti, all’incrocio tra via Venezia e via Tevere. Uno scontro fatale per il giovanissimo, giunto morto all’ospedale Vittorio Emanuele. La richiesta di archiviazione, però, è stata contestata dai familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Nicoletta Cauchi. Per il legale, che aveva già ottenuto l’effettuazione di approfondimenti tecnici sulla dinamica dell’incidente, la vicenda va ulteriormente verificata, senza archiviarla. In base alla linea esposta davanti al gip, imprecisioni sarebbero emerse anche dai verbali di sopralluogo redatti dai carabinieri intervenuti sul posto. Per i familiari, infatti, non sarebbe da escludere una responsabilità del conducente dell’utilitaria rispetto all’impatto con il motorino condotto dal diciassettenne. Davanti alle richieste delle parti, il giudice delle indagini preliminari ha deciso di riservarsi prima di emettere una decisione.

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