“Nelle campagne situazione vergognosa”, Cisl: “Politica abbia un sussulto di orgoglio”

 
0
Gallo e Pellegrino chiedono interventi urgenti per scongiurare il peggio

Gela. Le campagne sono in ginocchio, ormai da anni. In questi mesi, la carenza idrica si è fata sentire ancora di più e l’acqua di Disueri, addirittura, è finita in mare. Gli agricoltori locali hanno avuto comunicazione di un’ulteriore riduzione delle forniture idriche. Senza acqua e con infrastrutture inesistenti, gli operatori temono il tracollo. Per i sindacalisti della Cisl Emanuele Gallo e Giuseppe Pellegrino, “la politica deve avere un sussulto di orgoglio”. I vertici Cisl chiedono l’istituzione immediata di un tavolo di confronto. “Un incontro urgente per affrontare la drammatica situazione dell’agricoltura locale. Il confronto non è più rimandabile. Il sindaco Lucio Greco coinvolga, per competenza, l’assessorato regionale all’energia, la deputazione nazionale e regionale, l’imprenditoria locale, le forze sociali e un rappresentante degli agricoltori. La dura crisi che si registra nelle nostre campagne – spiegano i sindacalisti – non ha bandiere ma ha bisogno dell’apporto di tutti”. Gallo e Pellegrino parlano di una situazione “vergognosa”. “Da troppo tempo – proseguono – gli agricoltori dei territori di Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino attendono risposte concrete per risollevare un settore allo stremo, che sconta note carenze strutturali. Ogni anno, al termine della stagione delle piogge, che per l’80 per cento concentra le precipitazioni tra autunno e inverno, si registra l’afflizione della carenza idrica con invasi vuoti e dighe che sfruttano appena il venticinque per cento della loro capacità di stoccaggio delle acque. Queste deficienze sono vergognose ed offensive per ogni agricoltore. Le dighe Comunelli, Cimia e l’invaso di contrada Disueri hanno un potenziale di scorta idrica di ben 41,6 milioni di metri cubi. Purtroppo solo la miseria di 8 milioni è disponibile a causa dell’insabbiamento dei bacini nonché dell’assenza di manutenzione. Per Disueri, è stato poi finanziato un progetto per intervenire sulla lesione delle pareti. Tutto però rimane drammaticamente fermo”. Così come già spiegato dagli agricoltori locali, ci sono gravi responsabilità della Regione, che attraverso l’assessorato all’energia, gestisce le dighe. “Il passaggio di gestione di queste dighe dall’assessorato regionale all’agricoltura a quello dell’energia – aggiunge Gallo – ha poi peggiorato la situazione. Visti i risultati sarebbe stato meglio lasciare tutto com’era, puntando piuttosto ad interventi risolutivi. A proposito, che fine hanno fatto gli investimenti programmati per le dighe siciliane e inseriti nel Patto per il Sud? Le somme sono disponibili, ma perché non vengono utilizzate? E’ superfluo richiamare l’insostituibile funzione dell’agricoltura per l’ecosistema e per l’economia tutta. Come ritengo sia noto quanto sia diventata feroce la concorrenza dei paesi extra Ue che sono liberi dall’osservanza delle tante e vincolanti norme comunitarie”. La Cisl richiama il ruolo della politica.

“L’agricoltura di Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino combatte battaglie a mani nude e deve anche sopportare la costante crescita di canoni consortili, vessatori e immotivati, ai quali non corrispondono i servizi lautamente pagati. La tensione generata dagli incrementi tariffari ha provocato la forte presa di posizione di alcuni agricoltori che, esasperati – concludono – sono arrivati al punto di querelare l’assessorato regionale all’agricoltura. Tutto ciò sta decretando la morte della politica, alla quale chiediamo un sussulto di orgoglio. L’istituzione di un tavolo permanente, sollecitato al sindaco Greco, è una buona occasione per rendersi utili. A repentaglio ci sono centinaia di posti di lavoro e larghe fette dell’economia del territorio gelese”. Ad oggi, il confronto avviato con la Regione sulle dighe, nonostante gli incontri tra dirigenti palermitani e amministrazione comunale, non ha sortito effetti e tante aziende sono vicine alla linea rossa della crisi profonda, con tutte le conseguenze del caso.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here