Neonato morì in ospedale a Catania, “omissioni e falso dai periti”: chieste tre condanne

 
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Catania. Erano stati nominati dalla procura di Catania che indagava sul decesso di Luigi Messina, il neonato gelese morto sette anni fa all’ospedale etneo “Garibaldi-Nesima”, dove la madre aveva partorito. I tre esperti scelti per analizzare le cause di quanto accaduto avrebbero invece cercato di falsare gli esiti durante l’inchiesta che intanto era stata avviata nei confronti dei medici intervenuti sul neonato. Gli specialisti sono già stati rinviati a giudizio per quella morte e sono a processo. Per i periti, accusati invece di falso in atto pubblico, la scorsa settimana la procura etnea ha richiesto la condanna a due anni di reclusione, ciascuno. Conclusioni che sono state formalizzate nei confronti di Orazio Cascio, Filippo Dones ed Enrico Domenico Reginato. Hanno scelto il giudizio abbreviato. Dalle indagini emersero responsabilità dei medici che intervennero sul neonato, subito dopo la nascita. Ci sarebbe stato un errore nelle attività condotte per correggere la “pervietà del dotto arterioso”, determinando invece la chiusura dell’arteria polmonare sinistra. Fu necessario un secondo intervento, per i pm etnei però ormai “tardivo”. I danni, ha spiegato il pubnlico ministero Fabrizio Aliotta, erano “irreversibili”. I tre periti, invece, negarono il nesso di causalità tra la morte del piccolo e l’errore medico. Tutti gli altri consulenti, anche nominati successivamente, ricondussero l’accaduto “all’errore chirurgico dei sanitari”.

Secondo il pm, che ha concluso per le condanne dei tre imputati, ci sarebbe stato “un falso ideologico per omissione”. I periti avrebbero fornito conclusioni “non corrette” pur essendo a conoscenza dei particolari della vicenda. La morte segnò profondamente i genitori del neonato, Giuseppe Messina e Norina Pirrera, che anche attraverso l’associazione “Aria Nuova” denunciarono i fatti, facendo partire più inchieste. I coniugi sono parti civili, assistiti dal legale Antonio Cozza. Davanti al gup catanese si tornerà a luglio, quando è prevista la decisione. Le difese dei periti, invece, escludono anomalie nell’attività svolta dai loro assistiti. I familiari del piccolo Luigi concentrano l’attenzione anche sul dibattimento in corso e con imputati i medici che effettuarono l’intervento. Vorrebbero che si evitasse il rischio della prescrizione.

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