Nuovo allarme nell’indotto Eni, Sudelettra licenzia quarantotto operai: è ancora emergenza occupazionale

 
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Gela. I “codici rossi”, soprattutto se occupazionali, in città non mancano mai. Mentre la politica fa la conta dei maxi finanziamenti che avrebbero dovuto creare nuovi posti di lavoro, trasformatisi però in colossali flop, quarantotto operai della Sudelettra vanno verso il licenziamento. Negli ultimi giorni, i vertici dell’azienda lucana hanno comunicato l’avvio della relativa procedura. Con la fine dei cantieri della green refinery, ormai prossima alla produzione, l’azienda avrebbe praticamente azzerato le commesse di Eni. Quindi, non ci sarebbero più spazi finanziari per portare avanti le attività in raffineria. Già nel recente passato, tanti dipendenti della società elettrostrumentale si sono trovati davanti al baratro del licenziamento e il personale è stato anche ridotto. L’avvio dei cantieri della green refinery ha dato respiro economico, almeno per un anno. Adesso, però, i responsabili aziendali hanno deciso di rinunciare all’intero personale.

Una decisione fatta recapitare alle segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm. Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese chiederanno l’avvio di un confronto con i manager lucani, nel tentativo di trovare soluzioni alternative ai tagli e non è da escludere che possa essere coinvolta la prefettura di Caltanissetta. Del resto, l’allarme non è nuovo. Dopo la fine dei lavori per la raffineria verde e con i cantieri della base gas fermi, l’indotto rischia nuovamente di saltare.

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