Parla il neo dirigente di polizia, Francesco Marino: “Non esistono patenti criminali”

 
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Gela. “Bisogna sempre stare attenti nell’attribuire patenti fisse ai fenomeni criminali. Generalizzare porta in direzione di strade sbagliate. Un’automobile data alle fiamme non è sempre sinonimo di rinascita mafiosa o della presenza di gruppi criminali ben organizzati”.

Si è ufficialmente insediato in città Francesco Marino, il neo primo dirigente del commissariato di polizia. Prende il posto di Gaetano Cravana, passato alla divisione anticrimine della questura di Ragusa. Avolese, classe 1966, Marino si dice soddisfatto di essere approdato alla giuda del commissariato di via Calogero Zucchetto.
“In città potrò contare su uomini e mezzi di rilievo – assicura  – e sul supporto di associazioni che come l’antiracket hanno contribuito a fare passi da gigante. Le associazioni sono un aiuto fondamentale”.
Il dirigente Marino annuncia una battaglia alla criminalità partendo dal basso, avviando indagini a tappeto senza per questo ricorrere alle ultimissime tecnologie. “Desideravo arrivare a Gela – precisa Marino – è una zona molto stimolante. Quì sono tutti imprenditori. Nessuno usa più la lupara”.
Il neo dirigente del commissariato, comunque, non trascura la tensione sociale causata da una crisi economica che colpisce sempre più duramente.
“Purtroppo – conclude – questi problemi non si risolvono con una denuncia. Nella maggior parte dei casi, ci troviamo davanti a padri di famiglia che dall’oggi al domani si trovano senza alcuna prospettiva”.

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