Nuovo protocollo, “assicura altri investimenti”: Franchi in consiglio, “Eni non è Morte Nera”

 
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Franchi e Lopomo hanno risposto alla convocazione del presidente Sammito

Gela. E’ stata una seduta fiume. Oltre quattro ore di confronto tra il consiglio comunale, i parlamentari del territorio, i sindacati e i vertici di Eni. Lo sblocco della proroga Via per la base gas della multinazionale, ancora in attesa della presa d’atto del Ministero dei beni culturali, e il nuovo protocollo siglato a Roma, come era prevedibile hanno fatto da punto di riferimento in un dibattito, quasi infinito, con tutti i consiglieri intervenuti. Alla fine, i quattordici votanti hanno messo nero su bianco una serie di richieste, indirizzate al sindaco Lucio Greco. Si tratta del “prontuario” che l’assise civica ha predisposto nell’ottica dei prossimi investimenti di Eni sul territorio. Si va dalla verifica del rispetto del protocollo di cinque anni fa alla necessità di rivedere la ripartizione delle royalties sull’estrazione del gas, passando per un tavolo che vigili sugli iter autorizzativi e al controllo sui livelli occupazionali. Il presidente di Raffineria Francesco Franchi e l’amministratore delegato di Enimed Eugenio Lopomo hanno ribadito che l’azienda non vuole disimpegnarsi. Il nuovo protocollo, siglato la scorsa settimana a Roma, per Franchi è “un addendum” a quello principale, che rimane il documento firmato nel 2014, alla base della riconversione green di raffineria. Complessivamente, secondo i dati di Eni, garantirà investimenti ulteriori per almeno 500 milioni di euro. “Eni non deve, come ho sentito dire a tanti intervenuti, ma Eni invece fa”, ha tenuto a precisare Franchi. I manager del cane a sei zampe sono stati piuttosto chiari su vari aspetti. Ritengono che il protocollo firmato dal Ministero dell’ambiente e dalla multinazionale ribadisca l’impegno aziendale sul territorio. Allo stesso tempo, Franchi ha quasi del tutto messo in soffitta il progetto dell’hub per il gas naturale liquefatto. Allo stato, non ci sarebbero le condizioni di sostenibilità economica, anche “se non è accantonato”. “Solo la bettolina criogenica – ha spigato – costerebbe cinquanta milioni di euro”. Un impegno finanziario che potrebbe non trovare riscontro sul mercato. Il progetto “Argo-Cassiopea”, con la base gas, non sarà però così profittevole, almeno per il Comune. “Le royalties, per legge, toccano a Roma e alla Regione – ha spiegato Lopomo – non lo decidiamo noi, ma sono le norme. Continueremo a versare al Comune quelle sull’attività oil”. Nessuno dei consiglieri si è tirato indietro da richieste di chiarimenti, partendo dal documento che ha portato alla convocazione, letto in apertura dal capogruppo di “Un’Altra Gela” Giuseppe Morselli. I sindacati, con in testa il segretario confederale della Cgil Ignazio Giudice e i rappresentanti del settore industria Francesco Emiliani e Maurizio Castania, sembrano fidarsi poco dell’assenza di impegni concreti e di un protocollo, comunque strutturato in assenza del territorio. Un particolare emerso negli interventi di diversi consiglieri comunali.

“Eni non è la Morte nera di Gela – ha spiegato ancora Franchi rispondendo a quanto sostenuto dal consigliere Sandra Bennici che ha invece parlato delle conseguenze dell’impatto industriale – abbiamo bonificato tutto quello che dovevamo bonificare. Abbiamo speso 160 milioni di euro negli ultimi quattro anni. Io la diretta relazione tra le nostre attività e le conseguenze sulla salute che si registrano in questo territorio non l’ho capita. Quanti tabagisti ci sono? Quanti bevitori di alcolici? Quanta nettezza viene bruciata dove non dovrebbe? Cosa usano i nostri agricoltori? Io me lo chiederei prima di dire che Eni sia la causa unica del male a Gela. Io, per fortuna, non ho ancora visto condanne definitive. I viaggi della speranza sono una cosa terribile ma noi contribuiamo in termini economici”. Con Asp ci sarebbe un’interlocuzione in corso per la realizzazione, all’ospedale “Vittorio Emanuele”, di un centro di prevenzione oncologica. Il sindaco Lucio Greco, intervenuto a conclusione del lungo dibattito, ha rivisto, in parte, la sua posizione verso il cane a sei zampe. “Non ho mai detto di essere contro Eni – ha precisato – ho solo cercato di far valere i diritti del territorio. Quella che è mancata è la politica che avrebbe dovuto agire con responsabilità, piuttosto che andare da Eni a raccomandare aziende o cooperative. Solo attraverso il confronto e il dibattito, e perché no lo scontro, si individuino i percorsi migliori. Io non ho mai chiesto niente ad Eni”. Anche Greco ha avanzato la necessità di delucidazioni sugli interventi a rischio, contenuti nel protocollo di quattro anni fa. E’ spuntata la proposta di fare riferimento alla multinazionale, probabilmente per la fornitura di energia elettrica e altre utilities. Greco ha inoltre indicato la necessità di ripartire dal tavolo sull’accordo di programma e l’area di crisi complessa. Alla fine, è passato il documento, varato in maniera bipartisan dall’assise civica.

1 commento

  1. siete un pugno di ignoranti e incompetenti. dovreste avere il coraggio di dimettervi e cercarvi il lavoro, e non di riscaldare le sedie e parlare di cose inutili, continuando a incolpare l’Eni del degrado di questa città. Vergognatevi, umiliatevi, perchè questa città meriterebbe altro, ma purtroppo ha un destino, quella di essere governata dai GELESI (e anche abitata)!

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