“Occupazione cala e malattie aumentano”, Rinciani: “Oltre al danno la beffa…dati non mi meravigliano”

 
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Rinciani non si stupisce dei dati allarmanti contenuti nel rapporto Sentieri

Gela. “Purtroppo, i dati del rapporto Sentieri non mi meravigliano affatto. Gridano vendetta, nel senso politico del termine”. Il pediatra Antonio Rinciani, ormai da decenni studia le conseguenze dell’industrializzazione soprattutto sui più piccoli. Gravi patologie e malformazioni sono all’ordine del giorno e la scia continua a non avere tregua. “Nulla di nuovo rispetto al passato, sono brutte notizie – continua il medico – al danno si aggiunge la beffa. Ormai, l’occupazione è calata ma i tassi di patologia sono in aumento. La media è sempre maggiore, di almeno due volte e mezzo, rispetto a quella di altre aree, anche europee. Lo stesso rapporto Sentieri fa riferimento ad un trentacinque per cento di morti causate da tumori”. Da un punto di vista di approccio istituzionale alla piaga delle malattie e dei morti, Rinciani è convinto che serva molto di più. “Aspettiamo di capire quali saranno le intenzioni della nuova amministrazione comunale, che si è appena insediata – continua – sono convinto però che nessun sindaco, da solo, possa risolvere tutto. Serve l’appoggio della città e degli organismi intermedi, a cominciare dai sindacati”. Il pediatra pare poco propenso a soluzioni di altro tipo. “Ho letto di una sottocommissione all’Ars – dice ancora – ma credo che non serva a molto. Bisognerebbe verificare la possibilità di un tavolo interministeriale, come quello che era stato organizzato ai tempi di Crocetta, anche se poi vennero coinvolti troppi soggetti istituzionali e l’attività si paralizzò. Devo dire che in passato anche io sono stato usato e raggirato, ma in questo modo si è fatto male solo alla città, non certo a me”.

Il rischio, quanto mai concreto, è una desertificazione sociale. “Tanti giovani se ne vanno dalla città – conclude – è triste dirlo, ma è così. Le persone sono sfiduciate e lo so bene perché ogni giorno mi confronto con i pazienti e le famiglie. Tanti subiscono passivamente, come se fosse una sorte inesorabile”. L’aggiornamento del rapporto Sentieri, redatto dai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità, ha nuovamente tracciato contorni drammatici, con tassi di malati e decessi allarmanti.

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