Omicidio Verderame, sentiti collaboratori: parla Pitrolo già condannato per l’agguato

 
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Pitrolo ha già ammesso le proprie responsabilità nell'omicidio mentre Rinzivillo è a processo

Gela. E’ stata la volta dei collaboratori di giustizia, che hanno deposto nel corso del dibattimento scaturito dall’omicidio di Cristoforo Verderame, ucciso trentadue anni fa a San Giuliano Milanese. I killer lo finirono all’interno del piazzale di una scuola dell’infanzia, mentre tentava di fuggire. A processo, davanti ai giudici della Corte d’assise di Milano, c’è Antonio Rinzivillo. Il boss è accusato di aver dato l’ordine di ammazzare Verderame, ritenuto vicino al gruppo rivale della stidda. L’azione di morte sarebbe maturata in un faida che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 esplose anche in Lombardia. In aula, sono stati sentiti Ciro Vara e il niscemese Antonino Pitrolo. Quest’ultimo è già stato giudicato per l’omicidio. Ha ammesso le proprie responsabilità e il gup del tribunale milanese gli ha imposto otto anni di detenzione, al termine del giudizio abbreviato. I legali di Rinzivillo, gli avvocati Flavio Sinatra ed Eliana Zecca, non hanno scelto riti alternativi e l’imputato si trova davanti alla corte milanese a rispondere alle accuse. Sono stati acquisiti i verbali delle dichiarazioni, già rese sulla vicenda da altri collaboratori. Verranno comunque sentiti anche l’ex reggente di Cosa nostra locale Rosario Trubia e i fratelli Luigi Celona ed Emanuele Celona, oggi tutti collaboratori di giustizia.

Gli investigatori milanesi, ad anni di distanza, hanno ricostruito la fine di Verderame, basandosi su quanto riferito da un altro collaboratore, Emanuele Tuccio. Nel procedimento sono costituiti i familiari della vittima, parti civili, con gli avvocati Carmelo Tuccio e Giuseppe Simonetti. In aula, si tornerà a dicembre.

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