Ospedale “Vittorio Emanuele” centro elaborazione tamponi, attesa per sei pazienti

 
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Gela. “Nessun risultato ufficiale dei 6 tamponi effettuati ieri”. E’ questo il bollettino ufficiale dell’Asp di Caltanissetta diramato dal manager Alessandro Caltagirone che annuncia “presso il presidio ospedaliero di Gela, previsto per martedì, il collaudo della nuova apparecchiatura che consentirà di essere autonomi rispetto a Palermo, pervenendo ad un risultato più immediato”. Intanto i pazienti ricoverati nell’unità operativa di Rianimazione del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” sono stati trasferiti nel nosocomio di Agrigento per fare spazio alle urgenze da Covid-19. E’ questo, infatti, insieme all’attivazione del pre-triage con una corsia riservata in Pronto soccorso per i soggetti con sintomatologia riconducibile al coronavirus, il primo passo di realizzazione in città di un centro di validazione e trattamento dei tamponi Covid-19.

Soddisfazione è stata espressa dalla forzista Nadia Gnoffo, assessore alla Sanità, e dal deputato all’Ars Michele Mancuso, che aveva avanzato alla direzione strategica la richiesta di attrezzare anche l’ospedale di via Palazzi di macchinari per la validazione dei tamponi. “Esprimiamo gratitudine per l’incessante lavoro che sta svolgendo la direzione strategica– dicono i due esponenti di Forza Italia – e siamo fiduciosi che il management dell’Asp cl2 darà risposte concrete anche rispetto a questa ulteriore richiesta. L’ospedale Vittorio Emanuele deve essere punto strategico e di riferimento per i comuni limitrofi. Si attendono – concludono Mancuso e Gnoffo – ulteriori interventi, dunque, che consentiranno all’ospedale di Gela di poter garantire anche la validazione dell’esame”.

Come annunciato ieri, i macchinari per effettuare il tampone sono stati posizionati e si lavora per entrare a regime.

“Ieri è stato attivato il pronto soccorso infettivologico presso il presidio ospedaliero Sant’Elia – ricorda il manager Caltagirone – Dalla sua attivazione sono stati effettuati 11 tamponi e 3 Tac. Alcuni pazienti sono stati mandati a casa perché le condizioni di salute non risultavano non meritevoli di ricovero. La permanenza del paziente al pronto soccorso Infettivologico, dal suo arrivo alla diagnosi, è di circa 30-45 minuti. Da mercoledì confidiamo di attivare l’apparecchiatura per effettuare i test che risulta già presente nella nostra sede a Gela. Intanto i 3 pazienti ricoverati permangono in condizioni stazionarie (Paziente di Sciacca, pachistano e nisseno)”

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