Parole delle vittime di mafia sui muri del tribunale, “alcune frasi donate dai familiari”

 
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Una frase del magistrato Paolo Borsellino collocata a palazzo di giustizia

Gela. Un’iniziativa per ricordare l’esempio di chi la mafia e il malaffare li affrontò senza indietreggiare. Come abbiamo già riferito, nelle aule di palazzo di giustizia sono state collocate, con una grafica installata sui muri, diverse frasi pronunciate da magistrati, esponenti delle forze dell’ordine in prima linea, politici ma anche da Papa Giovanni Paolo II (quando ad Agrigento si scagliò pubblicamente contro i mafiosi). Citazioni tutte accomunate dalla volontà di non assecondare non solo la mafia come simbolo criminale ma anche ogni atteggiamento di sopraffazione. Le installazioni sono state fortemente volute dalla procura, dal presidente del tribunale, dai giudici e dagli avvocati del foro. Ieri, il presidente Roberto Riggio, il procuratore capo Fernando Asaro (che si appresta a lasciare la sede per il trasferimento alla procura di Marsala) e il presidente del consiglio dell’ordine Mariella Giordano, hanno rimarcato il valore fortemente evocativo di queste installazioni. “Interamente finanziate con contributi volontari di tutti i magistrati del tribunale e del consiglio dell’ordine degli avvocati”, è stato spiegato. Il presidente Riggio ha parlato di “un’iniziativa lodevole”. Asaro ha fatto riferimento ad una scelta analoga che nel tribunale di Caltanissetta risale ormai nel 2015. “Alcune di queste frasi ci sono state donate proprio dai familiari delle vittime della mafia – ha riferito il procuratore capo – chi entra nelle aula avrà modo di leggerle e speriamo che possa anche viverle”.

Asaro, Riggio e Giordano

In totale, sono dodici installazioni, suddivise nelle tre aule principali (quattro per ogni aula). Non è escluso che possano essere integrate. “Sono frasi – ha detto l’avvocato Giordano – che più in generale pongono il dovere di una lotta contro tutto ciò che costituisce il male della società”.

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