Partigiani gelesi dimenticati anche il 25 aprile, Mulè ne ha censiti 70

 
0

Gela. Non solo la storia ha cancellato i gelesi attivi nelle formazioni partigiane del Nord Italia e quelli che fecero parte della Divisione Garibaldi a fianco dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo. Ieri, in occasione della ricorrenza del 25 aprile il copione si è ripetuto e nessuno ha ricordato i militari gelesi della Seconda guerra mondiale che rischiano di finire nel dimenticatoio.

A lanciare un appello, ancora una volta, è il cultore di storia-patria, Nuccio Mulè, che ha censito almeno settanta militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 non aderirono alla Repubblica Sociale dei repubblichini e fecero la scelta, assieme a tanti altri italiani, di combatterla anche col sprezzo del pericolo, finito per diversi col sacrificio della vita.

Una buona parte di questi combattenti gelesi per la libertà fu catturata dai tedeschi e, come avvenne per moltissimi altri soldati, deportata nei campi di concentramento e in quelli da lavoro in Germania. Gelesi di tutte le estrazioni sociali, molti di essi contadini e commercianti, che lasciarono la loro attività che, incredibilmente anche a Gela, fu supplita subito dopo dalle mogli e dai figli.

 

Ecco di seguito alcuni nomi dei partigiani gelesi che rischiano di finire nel dimenticatoio:

Alfieri Carmelo (nato il 2 aprile 1924), partigiano col nome di battaglia “Artista” nella 103a Brigata “Amendola”;

Ascia Giovanni di Paolo, catturato dai tedeschi a Corfù ed evaso dal campo di prigionia per passare come partigiano con la resistenza iugoslava;

Brigadeci Nunzio di Carmelo (nato il 18 giugno 1916), partigiano con la formazione “Divisione Italia”, mutilato di guerra e decorato con Croce al Merito;

Caccamo Giuseppe (nato il 9 marzo 1920), partigiano col nome di battaglia “Loris”;

Cacioppo Carmelo di Francesco, tesserato dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia);

Carfì Emanuele (nato l’11 marzo 1924), partigiano col nome di battaglia “Orlando”;

Cascelli Orazio (nato il 27 maggio 1920), partigiano col nome di battaglia “Demonio”; Cosentino Emanuele di Rosario (nato il 27 agosto 1921), partigiano col nome di battaglia “Olis”, caduto il 19 marzo 1945 a Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo;

Ferro Rocco di Rosario (nato il 2 settembre 1920) a cui gli fu conferito nel 1984 il Diploma d’Onore di Partigiano “Combattente per la libertà della Patria 1943-45” a firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini;

Interlici Giuseppe di Vincenzo (nato il 7 agosto 1920), partigiano col nome di battaglia “Peppino”, appartenente alla 103a Brigata Partigiana “Amendola” e al Comando Militare Regione Piemontese del Corpo Volontario di Liberazione;

Pelligra Giorgio (nato il 29 ottobre 1908), partigiano col nome di battaglia “Romano”; Pervasi Emanuele di Domenico (nato il 27 ottobre 1920) , partigiano inquadrato nella formazione francese F.F.I. (Forces Françaises de l’Intérieur);

Turco Angelo (nato il 1° gennaio 1920), partigiano col nome di battaglia “Gino l’arabo”;

Villari Francesco (nato il 20 maggio 1923), partigiano decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con Decreto Presidenziale dell’11 febbraio 1963, in quanto “…con generoso slancio si univa ad un nostro reparto corazzato che, non lontano combatteva contro soverchianti forze tedesche. Nell’aspra e cruenta lotta, combattendo fianco a fianco con i carristi, si distingueva per l’indomito valore e ardimento. Cadeva poco dopo, colpito da una raffica di mitragliatrice. Fulgido esempio di preclare virtù militari. Parma 9 settembre 1943”.

Crapanzano Angela di Emanuele (nata il 30 settembre 1919), partigiana, con qualifica di “Patriota”, della Formazione della 1a Div. “Langhe” col nome di battaglia “Gina”;

Puzzo Angela di Fortunato (nata il 3 gennaio 1905), partigiana con qualifica di “Benemerita”, in Piemonte con la 2a Div. della 183a Brigata “Valle Aosta”.

“La ricorrenza di giovedì 25 Aprile in città – spiega Mulè – dovrà avere un significato particolare per richiamare alla memoria questi nostri concittadini, patrioti partigiani per la causa della libertà. Da tempo dimenticati”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here