Pd-Greco, “crisi” sempre più lunga: senza risposte sarà fine del rapporto politico

 
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Di Cristina si rivolge ancora una volta a Musumeci

Gela. Attenderanno, probabilmente, fino a mercoledì, per poi tirare le somme. La “crisi” aperta due settimane fa dal Partito Democratico sta andando oltre i tempi preventivati. Il sindaco Lucio Greco ha cercato di smorzare i toni, sembrando piuttosto possibilista su una ripartenza amministrativa, sostenuta anche dai dem. L’assessore democratico Grazia Robilatte, però, rimane formalmente dimissionaria e la strategia attendista del sindaco piace poco ai vertici del Pd, che invece attendono risposte chiare, almeno sulle tre condizioni avanzate nel corso dell’ultimo faccia a faccia con l’avvocato. La dirigenza del partito ha chiesto una riunione di maggioranza, una cabina di regia politica e una rivisitazione delle deleghe. Sono ritenuti punti imprescindibili per proseguire il rapporto politico che ha portato i dem a supportare gli “arcobaleno” di Greco. Quella che si aprirà è una settimana comunque importante. Giovedì prossimo, al Cga, è fissata l’udienza sul ricorso presentato dalla coalizione di centrodestra (a guida leghista), sconfitta alle amministrative dello scorso anno. L’obiettivo è arrivare ad un vero ribaltone politico, con l’annullamento dell’esito che ha dato la vittoria a Greco. Il Tar Palermo ha già rigettato un primo ricorso, ma leghisti e alleati ci proveranno anche al Cga. I dem e Greco, da mesi ormai, viaggiano su direttrici politiche che non si incrociano affatto. Anche prima di aprire ufficialmente la “crisi”, il segretario cittadino Peppe Di Cristina, il gruppo consiliare e i vertici locali del partito avevano scritto al sindaco, chiedendo un’azione forte di rilancio. I risultati, al momento, non si vedono. Senza risposte da Greco, allora l’assessore Robilatte potrebbe presentare le dimissioni ufficiali al segretario generale del municipio, sostanzialmente mettendo fine all’esperienza a Palazzo di Città e alla presenza dem in giunta. Pare difficile che Robilatte possa proseguire il mandato senza una copertura ufficiale. Di Cristina sta rafforzando canali politici, interni alla maggioranza. Il dialogo c’è con diverse aree civiche, che anche di recente non sono state tenere rispetto alla “cura” Greco.

Se il Pd uscisse ufficialmente dalla giunta, si aprirebbe una fase nuova, anche tra i banchi dell’assise civica. Nessun passaggio (armi e bagagli) all’opposizione, ma il tentativo forse di rimettere mano al progetto di un’area di centrosinistra. Di Cristina e i democratici temono che attendendo altro tempo (e senza risposte da Greco), la “crisi” possa passare per una sorta di bluff politico, finalizzato ad alzare la posta in gioco. Una frangia di fedelissimi dell’avvocato sta solo attendendo un altro passo falso degli “alleati”, così da scaricarli definitivamente. I democratici al sindaco hanno concesso il tempo richiesto, ma la “crisi” non può essere eterna.

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