“Pd vuole un regolamento legittimo”, Orlando: “Giunta va contro volontà del consiglio”

 
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Orlando respinge le critiche di Morselli

Gela. Nessuna incoerenza politica nella richiesta di ritirare il regolamento sull’alienazione e la valorizzazione dei beni comunali. Lo spiega il capogruppo del Pd Gaetano Orlando, che risponde a quanto sostenuto dal consigliere di “Un’Altra Gela” Giuseppe Morselli, presidente della commissione urbanistica che ha lavorato sugli emendamenti al regolamento, uno dei quali bocciato dall’aula dopo ore di polemiche. Per Morselli, le richieste giunte dai banchi “virtuali” dei democratici non avrebbero una vera “logica” politica, visto che il regolamento fu voluto dall’ex assessore dem Grazia Robilatte. “La maggior parte degli atti di giunta arrivati in consiglio comunale sono dell’ex assessore Grazia Robilatte e a quanto pare – dice Orlando – il collega Morselli non ha ben compreso le motivazioni per le quali il Pd ha dichiarato che voterà contro questo regolamento, solo dopo che venga ritirato e riceva parere tecnico dal nuovo dirigente del settore. Se è vero che la commissione e la collega Alessandra Ascia hanno lavorato ampiamente alla redazione di alcuni emendamenti, è altrettanto vero che sono emersi pareri contrari del dirigente, che toccano articoli interi, superando quasi completamente rispetto il parere tecnico iniziale”. Per Orlando, la richiesta di ritiro dell’atto, formulata giovedì sera, è “un segnale di apertura verso l’amministrazione comunale”.

“Ma la reazione del vicesindaco non fa altro che confermare le nostre posizioni da sempre, ovvero che i suggerimenti e gli aiuti provenienti dal Pd non vengono affatto ascoltati. A questo punto – dice Orlando riferendosi alla posizione espressa dal vicesindaco Terenziano Di Stefano – il Partito Democratico, che è minoranza a questa amministrazione dal luglio scorso, non può fare altro che cambiare chiedere il ritiro dell’atto, davanti all’ostinazione della giunta, che si oppone alla volontà del consiglio”. Orlando spiega che il regolamento deve essere approvato, nel rispetto delle indicazioni di legge e del dirigente. “Il consiglio vuole approvare un regolamento che potrebbe risultare viziato o preferisce aspettare il parere positivo di un tecnico in grado di garantire i canoni di buon andamento in senso lato della pubblica amministrazione? Il nostro obiettivo – conclude – è contribuire a creare atti validi e perfetti e non invece atti viziati. Su questo non indietreggeremo mai”.

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