Pensionato morto a Passo di Piazza, parte appello: in primo grado due condanne

 
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Gela. Uno dei giudici della Corte d’appello di Caltanissetta si è già espresso sulla posizione processuale di un altro coinvolto nella vicenda della morte del pensionato ottantaquattrenne Crocifisso Sarchiello. Sarà quindi necessario cambiare la composizione del collegio, prima di avviare il giudizio di secondo grado. In aula, si tornerà ad aprile per le richieste della procura generale. In questo filone processuale, sono imputati Salvatore Catalano e Giacomo Catavodello. In primo grado, arrivò la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno (con pena sospesa condizionata al risarcimento del danno in favore dei familiari dell’anziano). Entrambi sono accusati di omicidio colposo. In base alle contestazioni, i lavori avviati in un’area, in contrada Passo di Piazza, avrebbero causato l’incidente mortale, fatale per il pensionato che nell’estate di nove anni fa era alla guida della sua motoape, quando avrebbe impattato contro un cumulo di inerti, pare collocato su un tratto della carreggiata. Il mezzo si ribaltò e per Sarchiello non ci fu nulla da fare. A processo, ne rispondono sia il proprietario dell’area, che commissionò i lavori, sia chi li eseguì. E’ già stato giudicato l’operaio che si sarebbe occupato di scaricare gli inerti. Le condanne di primo grado sono state impugnate dalle difese degli imputati, sostenute dagli avvocati Giovanna Zappulla, Antonio Gagliano e Maurizio Scicolone. I familiari della vittima sono parti civili, con il legale Carlo Morselli. Il giudice del tribunale di Gela, oltre alla condanna e al riconoscimento del risarcimento dei danni, ha autorizzato il pagamento di una provvisionale da 40 mila euro, sempre in favore dei familiari dell’anziano bracciante deceduto.

Per l’accusa, non sarebbero state rispettate le norme di sicurezza e il cumulo di inerti sarebbe stato collocato senza alcuna segnalazione. I legali degli imputati sono certi che l’incidente sarebbe stato favorito da un mezzo in condizioni precarie, quello condotto da Sarchiello, non revisionato e a quanto pare senza copertura assicurativa. E’ stata richiamata la velocità tenuta dal mezzo, che però secondo gli inquirenti era inferiore ai cinquanta chilometri orari. Per le difese, il bracciante avrebbe potuto accorgersi dei lavori, considerate le condizioni di buona visibilità presenti la mattina dell’incidente. Saranno i giudici di appello a valutare i ricorsi presentati.

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