“Per fase 2 rispettare regole”, Ugl: “Garantire cassa integrazione a lavoratori”

 
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Alario ribadisce la centralità della Gela-Catania

Gela. Rispettare le prescrizioni anti-Covid ma allo stesso tempo assicurare ai lavoratori le coperture previste, ad iniziare dalla cassa integrazione. Il direttivo provinciale dell’Ugl ribadisce che per riprendere verso la normalità sarà necessario attenersi ai protocolli. “E’ necessario che ogni realtà produttiva si adoperi affinché venga rispettato il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid negli ambienti di lavoro, sottoscritto tra governo e parti sociali”, spiegano i sindacalisti.

Le garanzie però dovranno riguardare lavoratori e chi sta tentando di non essere travolto dalla crisi. “Bisogna mettere in campo strategie di supporto per quanto possibile e con l’indispensabile aiuto del governo per non perdere porzioni intere del piccolo commercio che svolge anche una questione sociale, dato che fa vivere interi territori di questa provincia nissena con un’economia già disastrosa ancor prima dell’incorsa fase emergenziale – aggiungono – sono necessarie, anche in coordinamento con tutte le istituzioni, strategie di rilancio innovativo e progressivamente coerente con l’evoluzione della situazione. Necessita il più grande sforzo al fine di ripartire in sicurezza e con procedure rigorose, altrimenti purtroppo per molte attività, l’orizzonte potrebbe essere quello di non riaprire più con gravi ripercussioni sull’occupazione e sull’economia territoriale”. Il vertice è stato coordinato dal segretario confederale Andrea Alario, che spiega anche la necessità di assicurare la copertura della cassa integrazione. “I ritardi porteranno ancor più ad esasperare gli animi di quei lavoratori ormai ridotti alla fame che non possono garantirsi il dignitoso sostentamento familiare, anche perché le banche, dopo l’accordo tra Abi e parti sociali, non assicurano le anticipazioni della cassa integrazione per le varie discrepanze burocratiche che non chiariscono bene i passaggi normativi, intanto gli istituti di credito finché non si farà chiarezza sulle questioni sorte in sede di applicazione delle norme, non potranno rendere fruibile l’accordo sottoscritto. Troppa burocrazia – conclude Alario – troppe inefficienze, rendono ancor più complicata la sopravvivenza delle aziende e dei lavoratori che si vedono abbandonati da un governo che non li soccorre in un grave momento di emergenza sociale”.

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