Pio La Torre ucciso dalla mafia, dem: “Un minuto di silenzio in tutti i circoli”

 
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Gela. Trentanove anni fa, Pio La Torre venne ucciso in un agguato mafioso. Era segretario regionale del Partito Comunista e nel tempo aveva ricoperto ruoli di primo piano nella politica nazionale. A lui si deve la disciplina normativa sulla confisca dei beni nella disponibilità dei clan. Proprio iniziative come quella ne decretarono la morte. Fu ucciso in un agguato, in via Li Muli, a Palermo, insieme al collaboratore Rosario Di Salvo. Anche il Pd provinciale, come spiega il segretario Peppe Di Cristina, ha deciso di ricordarlo con un minuto di silenzio, che ogni segretario di circolo farà rispettare davanti alle sedi del partito, apponendo un fiore come ricordo. “Pio La Torre divenne dirigente sindacale e politico di primo piano, rappresentando con la sua stessa vita la funzione storica della sinistra – si legge nell’appello lanciato dai dem della provincia – trasformare le masse in popolo, emancipare gli sfruttati ed i deboli rendendoli protagonisti del loro destino personale e della storia del Paese”.

Il Pd sta lavorando ad una proposta che rafforzi la disciplina reginale in tema di confisca dei beni della mafia. “Per noi, la memoria non è occasione di vuota retorica, ma è un’esortazione all’impegno – dice Di Cristina – a difesa di quei valori che furono di Pio La Torre e che oggi sono nostri”.

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