Pistola sequestrata a Settefarine, disposta una perizia tecnica: nell’indagine coinvolti due fratelli

 
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Gela. Dopo il sequestro, effettuato in un’abitazione di Settefarine, i pm della procura hanno disposto una perizia tecnica sulla pistola 7,65, che sarebbe stata nella disponibilità dei fratelli Antonino Raitano e Ruben Raitano, poi arrestati dai carabinieri. Gli investigatori puntano ad avere elementi certi sull’efficienze dell’arma, che sono convinti potesse fare fuoco. Non escludono che sia stata già utilizzata, anche se Antonino Raitano, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha spiegato che si sarebbe trattato di un’arma, praticamente fuori uso, trovata in una zona rurale. I pm della procura, però, non credono alla versione fornita dal giovane, che è anche sospettato, insieme al fratello, di aver fatto fuoco contro un ovile. Si sarebbe trattato di una presunta ritorsione, dopo essere stato vittima di un tentato omicidio. Il ventenne Rosario Trubia avrebbe sparato contro i due fratelli, al culmine di un violento dissidio. I difensori dei due Raitano, gli avvocati Francesco Enia e Cristina Alfieri si sono rivolti ai giudici del riesame di Caltanissetta, che però non hanno accolto i loro ricorsi, confermando la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due indagati. Un terzo presunto complice, invece, ha ottenuto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, anche se la sua posizione sembra essere meno grave.

Il legale di Antonino Raitano è intenzionato a nominare un consulente tecnico di parte, che possa partecipare alle operazioni tecniche sull’arma, demandate al Ris di Messina. Le indagini sono ancora in corso.

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