Più di sessanta operai verso licenziamento, vertice sindacati-Sudelettra: ipotesi ammortizzatori sociali

 
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Gela. Non ci sono solo i quarantotto operai, attualmente impiegati tra gli impianti dello stabilimento Eni di contrada Piana del Signore, ma anche i quindici, che lavorano a Matera. Sono in totale sessantatré i dipendenti Sudelettra a rischio tagli. I vertici dell’azienda hanno già comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. Non ci sarebbero spazi di manovra, anche a causa di commesse lavorative che scarseggiano. Oggi, rappresentanti aziendali, sindacati ed esponenti di Sicindustria, hanno avviato il confronto, nella sede confindustriale di Caltanissetta. Da Sudelettra arrivano spiragli solo sull’eventualità di ammortizzatori sociali, proposti dai metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm e dalle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil. L’intesa vera e propria non è a portata di mano e le parti hanno deciso di incontrarsi nuovamente il mese prossimo. Potrebbe essere chiesta una convocazione in Prefettura, estesa a funzionari Inps e della Direzione del lavoro, probabilmente per verificare la sussistenza dei requisiti di accesso agli ammortizzatori sociali.

Le segreterie sindacali, con i provinciali Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese e i confederali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania, spingono per evitare la perdita di nuovi posti di lavoro, all’indomani dell’inaugurazione della green refinery. Con la chiusura dei cantieri del polo per la produzione di carburanti sostenibili, le commesse di Eni si sono notevolmente ridotte e tra le prime aziende a farne le spese, c’è appunto la Sudelettra.

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