Porto insabbiato, la Ascia vuole fare bloccare i soldi tolti alle compensazioni

 
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Gela. La situazione al Porto Rifugio è drammatica mentre 300 mila euro sono stati bruciati per un canale inutile. Lunedì 8 gennaio, presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, è in programma una riunione per fare il punto della situazione sull’iter dei lavori al Porto Rifugio. La presidente Alessandra Ascia ha invitato i quattro deputati regionali Arancio, Cancelleri, Di Paola e Mancuso, il sindaco, il comitato pescatori ed il gruppo di lavoro che da anni segue le vicende autorizzative. Dopo lo sblocco dell’appalto sulla caratterizzazione sono necessari altri interventi.

“Ritengo che la strategia migliore sia quella di fare squadra con il nuovo governo e fargli prendere l’impegno di concludere tutte le fasi entro aprile – dice la Presidente Ascia – Servono 45 giorni per la caratterizzazione ed i risultati e 60 per profilatura dell’intero porto”.

Sono dell’idea di impugnare il prelievo dei fondi dalle Compensazioni Eni utilizzati per il canale d’emergenza,  la cui competenza esclusiva era della Protezione civile”.

“Al di là dei colori politici occorre fare squadra per un obiettivo – conclude la Ascia – visto l’interessamento dei nuovi deputati, tra cui uno al governo, e due all’opposizione ed insieme al nostro deputato, per portare avanti la battaglia che ha iniziato un anno e mezzo fa con il gruppo di lavoro sul porto. Bisogna  lavorare fin da ora sul progetto infrastrutturale del porto, che in realtà era compreso nel progetto iniziale. A tal proposito sarà chiesto un incontro con la presidenza della Regione e la Protezione civile per verificare che  fine abbia fatto l’allungamento del braccio”.

“La situazione è drammatica. Dopo le ultime mareggiate non so se sia possibile uscire ancora dal nostro porto. E’ indispensabile coinvolgere il Presidente della Regione”.

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