Potenziamento Btu in raffineria, Comune verso la chiusura dell’autorizzazione finale

 
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L'impianto Btu di Eni all'interno della raffineria

Gela. Lo sblocco del provvedimento autorizzativo per i lavori del progetto “Argo-Cassiopea” ha richiesto una lunga attività istruttoria, alla fine conclusa con il rilascio del via libera della fase due, quella concentrata sui cantieri a terra per la base gas. A Palazzo di Città, in settimana, si è tenuta una riunione di coordinamento del Suap, che si sta occupando di istruire altre due procedure che toccano investimenti importanti di Eni. Si tratta di quella per il potenziamento del Btu della green refinery e per la filiera produttiva del biojet. Da quanto emerso, gli uffici tecnici del Suap stanno per definire il provvedimento finale destinato al Btu. La procedura è alle battute finali. Negli scorsi mesi, si sono tenute conferenze di servizi, indette dall’architetto Emanuele Tuccio, che ha ormai lasciato gli uffici comunali, per pensionamento. Si è congedato con la firma sul provvedimento autorizzativo di “Argo-Cassiopea”. L’attività degli uffici Suap prosegue e l’assessore allo sviluppo economico Terenziano Di Stefano ha fatto il punto insieme agli addetti e ai funzionari che stanno seguendo l’iter anche per il progetto Btu. “I pareri sono stati tutti rilasciati e abbiamo ricevuto anche quello della provincia – spiega l’assessore – si tratta adesso solo di redigere l’autorizzazione e di rilasciarla. La procedura per il Btu è sostanzialmente chiusa. Per il biojet, invece, l’iter è ancora in corso, anche a livello ministeriale e ci vorrà sicuramente più tempo”.

Il potenziamento del Btu è destinato, in base ai progetti dell’azienda, alla realizzazione di “una quarta linea di degommazione acida che verrà utilizzata per garantire una migliore affidabilità operativa, e sarà di uguale potenzialità alle preesistenti linee. Decade il vincolo sul limite di lavorabilità di cariche di seconda e terza generazione che l’unità Btu potrà lavorare anche al 100 per cento della sua potenzialità”, così riporta una delle relazione trasmesse al Ministero della transizione ecologica. Entro il 2023, Eni ha in programma il superamento definitivo dell’olio di palma, che ha alimentato il nuovo processo green della fabbrica di contrada Piana del Signore. Si punta all’uso di altre fonti, compresi gli oli esausti rigenerati, alla base dell’impianto di Ecorigen che ha superato la fase di verifica degli uffici regionali. Il progetto di potenziamento Btu ricade nell’area dell’isola 5 dello stabilimento dell’azienda, che ne ha predisposto l’upgrading volto a migliorare il processo produttivo.

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