“Prebende per affossare la sfiducia”, il centrodestra: “DiventeràBellissima chiarisca”

 
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Gela. A far saltare la mozione di sfiducia, naufragata in aula consiliare prima di Natale, sarebbero stati pochi “killer” politici, che avrebbero poi ricevuto “premi” per quanto fatto. Il nuovo anno del centrodestra locale, inizia con una dura sventagliata, indirizzata anche agli alleati. “L’insuccesso della mozione di sfiducia – dicono i referenti di Forza Italia, Energie per l’Italia, Fratelli d’Italia, liberali e salviniani – non è da addebitare al centrodestra, come vorrebbero fare coloro che hanno strumentalizzato quanto accaduto. La responsabilità è di chi, come il consigliere comunale di DiventeràBellissima Giovanni Panebianco, ha deciso di agire con fare personale e fuori dagli accordi presi, vanificando la linea comune già decisa. E’ stata boicottata quell’azione politica che avrebbe potuto dare alla città l’opportunità di ritornare alle urne per un nuovo governo della città. DiventeràBellissima dovrebbe chiarire nella coalizione e poi davanti alla città”. Una tesi sostenuta, in un documento ufficiale, dal forzista Emanuele Maniscalco, da Gaetano Minardi di Fratelli d’Italia, Antonio Giudice di Noi con Salvini, Vincenzo Insalaco dei liberali e Luigi Buttiglieri di Energie per l’Italia. Questo è il primo blocco di testo

Chi ha tramato sottobanco? Quelli di centrodestra sono tornati a riunirsi nelle scorse ore, ma senza i fedelissimi di Nello Musumeci. Allo stesso tempo, il giro di nomine e incarichi avviato dal sindaco, prima e dopo la seduta sulla mozione di sfiducia, sarebbe la prova provata di un accordo sottobanco, finalizzato a salvarlo. Per gli esponenti dei partiti di centrodestra, si “è tramato sottobanco per boicottare la proposta di mozione di sfiducia, concordando l’eventuale premio da dare a chi ha fatto da killer per affossare la proposta”. Forzisti, liberali, salviniani, esponenti di Energie per l’Italia e Fratelli d’Italia ribadiscono di essere all’opposizione della giunta e di non aver ricevuto incarichi. “Diamo la nostra disponibilità – concludono – a tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale. Siamo pronti a sostenere la riproposizione della mozione di sfiducia. Da soli, non abbiamo i numeri sufficienti. Sempre che ci siano ancora le condizioni, nonostante le prebende”. Il centrodestra, elettoralmente, sembra una corazzata, ma a livello locale rischia di andare incontro ad una guerra tra fazioni.

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