“Preoccupa assenza fogne in zone balneari”, Lorefice: “In aree Eni verifiche su vecchi pozzi”

 
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Il presidente della commissione Vignaroli e Lorefice al depuratore di Macchitella

Gela. Il ciclo della depurazione delle acque sul territorio, compresa la fase industriale, va approfondito. La commissione ecomafie ha concluso le attività di verifica condotte negli ultimi giorni. Non è da trascurare la gestione del ciclo interno alla raffineria Eni di contrada Piana del Signore. “In sede di audizione, abbiamo messo in evidenza le criticità legate alla parte di depurazione, sia del ciclo di reflui urbani che industriali – spiega il senatore grillino Pietro Lorefice che fa parte della commissione parlamentare – e abbiamo approfondito, per la depurazione industriale dell’ex petrolchimico, la tematica legata al trattamento di bonifica delle acque di falda, puntando i fari anche su alcune criticità rinvenute nelle ultime conferenze di servizi tenutesi presso il Ministero dell’ambiente. Adesso, attendiamo Eni Rewind, Enimed e la raffineria di Gela. Devono produrre ulteriori documenti in relazione alla presenza nelle aree interne al perimetro del polo Eni di vecchi pozzi petroliferi non segnalati e di tubazioni provenienti dai tre centri oli di Gela, rilevati anche dall’Arpa di Siracusa”. I manager della multinazionale sono stati sentiti in audizione dai parlamentari, così come il sindaco Lucio Greco e gli altri primi cittadini del territorio. “Per Gela, l’attuale quadro evidenzia criticità per la mancanza di reti fognarie e di collettamento dei quartieri balneari di Manfria, Roccazzelle, Femmina morta e Piano Marina – aggiunge Lorefice – nonché della relativa depurazione. Per risolvere questo annoso problema risultano in avanzato stato di progettazione ed autorizzazione sia le reti che il potenziamento del depuratore di Macchitella, che passerebbe dall’attuale capacità depurativa di 12.000 per abitante equivalente a 25.000 per abitante equivalente”.

Il torrente Gattano, che sfocia in mare, continua ad essere un punto sensibile. “Come riferito anche dall’Arpa di Caltanissetta, dagli ultimi prelievi si rileva la presenza di inquinamento chimico e batteriologico dovuto ad allacci abusivi o sversamenti abusivi che avvengono a monte del depuratore di Macchitella – conclude – di questo abbiamo anche informato il sindaco di Gela, il quale ha dichiarato di non averne avuto ancora notizia. Provvederò ad approfondire anche con incontri tematici i vari aspetti legati alle inefficienze del ciclo di depurazione delle acque di tutta la provincia”.

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