Pressioni su Romano, accuse ad ex assessore: difese concludono ad ottobre

 
0

Gela. Lo scorso febbraio, il pm della procura di Agrigento ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione per l’ex assessore del Comune di Nardo Francesco Lisinicchia. E’ accusato di aver fatto pressioni sull’imprenditore gelese Giuseppe Romano, titolare della Roma Costruzioni, che gestisce l’appalto rifiuti nel centro agrigentino. L’allora assessore fece esplicitamente capire a Romano che avrebbe dovuto firmare un contratto con un’azienda di sicurezza privata, anche se non era un punto previsto nel capitolato d’appalto. Un presunto “obolo” che si scoprì avrebbe assicurato un ritorno economico a Lisinicchia, dato che collaborava con la stessa azienda. L’imprenditore disse di no e denunciò ai carabinieri, assistito dall’antiracket “Gaetano Giordano” e dalla Fai. I legali di difesa di Lisinicchia concluderanno ad ottobre. Hanno scelto il rito abbreviato. C’è stato uno slittamento rispetto all’iniziale programma d’udienza. Gli avvocati Diego Giarratana e Antonio Panico ritengono che la ricostruzione d’accusa, condotta in base a quanto raccontato da Romano, non corrisponda ad eventuali ipotesi di reato. Non ci sarebbero state pressioni. L’imprenditore spiegò invece agli investigatori che Lisinicchia gli impose il servizio di vigilanza privata. Avrebbe dovuto accettare per non subire ritardi nei pagamenti ed altri impedimenti burocratici.

Romano, la sua azienda e la federazione antiracket sono parti civili. Sono stati assistiti dall’avvocato Giuseppe Panebianco. L’ex assessore venne arrestato dopo l’avvio dell’indagine, anche se successivamente ha ottenuto un affievolimento graduale delle misure.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here