Presunte irregolarità autorizzative nella discarica Timpazzo, Panebianco assolto: cadono accuse

 
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Il commissario è stato assolto

Gela. Le attività nella discarica Timpazzo vennero svolte sempre sotto autorizzazione, a cominciare dall’Aia, rilasciata per il sito di conferimento. E’ arrivata l’assoluzione per il commissario liquidatore dell’Ato Cl2 Giuseppe Panebianco, che era finito a processo, davanti al giudice Miriam D’Amore. Per i pm della procura, avrebbe avallato la continuità operativa del sito, anche senza coperture autorizzative. Una ricostruzione che non ha retto a processo. La difesa, sostenuta dall’avvocato Maria Licata, ha dimostrato, carte alla mano, che tutte le autorizzazioni, sia ministeriali che regionali, erano sempre state presenti. La documentazione prodotta ha confermato la piena regolarità dell’operato dell’attuale commissario liquidatore, che già in altri procedimenti ha risposto ad accuse analoghe, ricevendo decisioni favorevoli. Il giudice D’Amore ha disposto l’assoluzione, con la formula “perché il fatto non sussiste”. L’ex giunta Messinese aveva deciso di autorizzare la costituzione del Comune, come parte civile. In aula, nelle conclusioni, il legale dell’ente, l’avvocato Ornella Crapanzano, ha comunque chiesto la condanna di Panebianco.

Il pm Pamela Cellura, però, nel corso della requisitoria, ha spiegato che l’istruttoria non ha consentito di individuare possibili responsabilità del commissario e per questa ragione, parlando anche di “situazioni imbarazzanti” rispetto alle scelte dell’ente comunale, ne ha chiesto l’assoluzione. Tutti i Comuni dell’Ato Cl2, nel periodo sottoposto alle indagini, hanno continuato a conferire nella discarica. Lo stesso commissario aveva già spiegato di aver sempre ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie a garantirne la piena operatività.

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