Presunte minacce e avances, una donna denunciò tutto ma non era stalking: assolto un parrucchiere

 
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Gela. Non è stato un caso di stalking. Così, è arrivata l’assoluzione per Saverio R., titolare di una parrucchieria in città. La donna denunciò tutto. Era finito a processo davanti al giudice Manuela Matta con l’accusa di aver preso di mira una giovane donna che, alla fine, decise di denunciarlo. Appostamenti nei pressi dell’abitazione, inseguimenti per strada, addirittura biglietti d’ogni tipo lasciati anche sull’auto della stessa donna. Tutto questo emerse dai racconti e dalla ricostruzione condotta dai magistrati della procura. La decisione arrivata in aula, però, smentisce quanto indicato dall’accusa. Il pubblico ministero Giampiero Cortese, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione. Una richiesta analoga è arrivata anche dall’avvocato Davide Limoncello che ha rappresentato la donna finita al centro delle attenzioni e costituitasi parte civile. E’ stata proprio lei a raccontare in aula le presunte vessazioni subite nonostante avesse più volte fatto capire all’imputato di non voler avviare alcuna relazione sentimentale.

Gli atti alla procura. Accuse, comunque, respinte dall’uomo e dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Annarita Lorefice. Il legale, durante le conclusioni esposte al giudice, ha escluso la fondatezza di quanto raccontato da chi sporse denuncia. Non ci sarebbe stata, quindi, nessuna persecuzione messa in atto dall’imputato che, a sua volta, ha addirittura evidenziato come fosse stata la donna ad avvicinarsi per prima a lui. Il giudice Matta ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla procura affinché si possa valutare l’ipotesi di calunnia a carico della donna che decise di denunciare. La parte civile, a questo punto, potrebbe sollecitare l’eventuale impugnazione della sentenza da parte della stessa procura.

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