Prevenzione oncologica, progetto Eni fermo dopo tre anni di attività

 
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Gela. Sono stati millecinquecento i dipendenti della raffineria a sottoporsi allo screening gratuito e volontario finanziato dal colosso energetico Eni. Il progetto Salute, inaugurato a febbraio del 2009, è andato avanti per tre anni.

A febbraio è scaduta la convenzione con l’Azienda sanitaria provinciale che sarà rinnovata dall’Eni, nei prossimi giorni. Lo screening che sarà esteso anche agli ex dipendenti Eni, prevede un contributo annuo di circa 250 mila euro sostenuto interamente dalla Raffineria.

“Sono stati effettuati complessivamente 1500 screening – ammette il gastroenterologo Pippo Leonardi, che ha curato il progetto per l’Asp – con un aumento sostanziale rispetto alle visite che venivano garantite a Priolo. Addirittura grazie al progetto con l’ospedale di via Palazzi, le richieste sono raddoppiate – prosegue Leonardi – rispetto al precedente screening di Priolo. Si sono sottoposti agli esami molti soggetti che in verità non presentavano nessun malessere evidente.

L’incidenza delle patologie rimane alta, ma in linea con la media gelese. Tra i lavoratori della raffineria sono stati individuati carcinomi alla vescica e problemi all’apparato respiratorio”.

Lo scorso anno sono stati 500 i dipendenti della Raffineria ad aderire volontariamente al progetto Salute. L’Eni assicura il riavvio del progetto di prevenzione oncologica entro la fine del mese.

Gli screening permettono indagini all’apparato urinario, prevenzione cardiologica, dermatologica, urologica e al colon. Alle donne, inoltre, vengono effettuati esami senologici e ginecologici.

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