Progetto innovativo Forsu a Timpazzo, escluso da fondi Pnrr: Impianti pronta al ricorso

 
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Il sito di Timpazzo

Gela. Un impianto innovativo per produrre biogas dalla lavorazione dei residui solidi urbani della raccolta differenziata, il cosiddetto Forsu. Lo scorso marzo, il progetto (previsto nella piattaforma di Timpazzo) e tutta la documentazione annessa erano stati trasmessi da Impianti Srr al Ministero dell’ambiente, per dare seguito ad uno dei bandi del Pnrr e ottenere un ingente finanziamento da circa ventisette milioni di euro. Nella graduatoria definitiva stilata dai funzionari romani, il progetto risulta fuori dall’elenco di quelli finanziabili. Un risultato che secondo i vertici di Impianti Srr sarebbe da addebitare ad un’errata valutazione dei criteri previsti nel bando. L’amministratore della società in house, l’ingegnere Giovanna Picone, vuole approfondire e non solo.

Ha dato mandato ad un legale che anzitutto avanzerà richiesta di accesso agli atti, per analizzare con attenzione i criteri adottati nella valutazione, ed è autorizzato a proporre ricorso contestando la graduatoria stilata dal dipartimento di sviluppo sostenibile. Per la società in house si tratta di un progetto molto importante nel ciclo della sostenibilità e ottenere il finanziamento diventa dirimente per realizzare l’impianto. Da una prima verifica condotta sull’esito comunicato dal ministero, sarebbero emerse anomalie nel punteggio complessivo assegnato al progetto per il biogas, ritenuto fin troppo basso rispetto ai parametri del bando e degli allegati. Impianti Srr intende garantire la piena configurabilità dei criteri dell’economica circolare e con la produzione di biometano dalla frazione organica dei rifiuti si otterrebbe combustibile per alimentare i mezzi del servizio, che vengono usati nelle attività svolte nei Comuni dell’ambito. Il nuovo servizio rifiuti della società, entro il prossimo febbraio, dovrebbe prendere il via anche in città ma non è stato ancora sottoscritto il contratto attuativo. Il carburante e “i sottoprodotti di qualità” verrebbero destinati pure all’agricoltura e comunque abbatterebbero emissioni, produzione di compost e ulteriori rifiuti. Si ingenererebbe un ciclo considerato virtuoso “per autoprodurre quasi tutta l’energia necessaria al processo utilizzando vettori anche rinnovabili” e per “catturare la Co2 sprigionata nel processo di upgrading del biogas”.  Sono otto i progetti che la società ha inoltrato per cercare di accedere ai finanziamenti del Pnrr, rispetto a diverse missioni. Da tempo, il manager Picone e i responsabili tecnici della piattaforma di Timpazzo, tra gli altri capitoli, lavorano sull’obiettivo del combustibile secondario da produrre nel ciclo dei rifiuti.

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