Radioterapia, Cirignotta ammonisce la politica tutelandone la paternità

 
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Gela. Giù le mani dalla Radioterapia. Ancora una volta la politica prova a prendersi i meriti per un progetto portato avanti da Crocifisso Moscato, l’operatore scolastico deceduto per patologie tumorali prima che la stessa venisse realizzata.

“In campagna elettorale si è capaci di dire di tutto, ma quello che possiamo vedere in questi giorni nei manifesti pubblicitari elettorali dell’onorevole Miguel Donegani, riguardo la radioterapia, travalica ogni senso di giustizia e butta alle ortiche il lavoro di tanti cittadini” – commenta duramente Maurizio Cirignotta, presidente del movimento polo oncologico che porta il nome di Moscato.

“Con Crocifisso abbiamo iniziato la battaglia nel 2006, incatenandoci a Palermo per avviare l’iter del progetto” che probabilmente nessuno voleva, anche perché in contrasto con la leadership nel territorio di Sancataldo per le cure oncologiche.

“Nel giugno del 2008 muore Crocifisso Moscato – ricorda Cirignotta – il movimento decide di continuare la sua opera eleggendomi presidente. Nell’Agosto dello stesso anno una nota dell’assessorato al movimento notifica la validazione definitiva per l’operatività strutturale dell’opera che avrebbe dovuto avere tempi record per l’appalto (540 giorni) dalla firma dell’accordo stato- regione.

L’allora manager dell’ospedale Vittorio Emanuele, Ettore Costa, fece miracoli riuscendo, il 14 novembre del 2008, a bandire la gara d’appalto vinta poi da un consorzio temporaneo d’imprese.

Oggi che la radioterapia è quasi una realtà spuntano le paternità, guarda caso sotto la campagna elettorale, con promesse di posti di lavoro e di appalti vari. Forse siamo alle solite promesse. Il popolo gelese crederà a tutto questo ? La storia purtroppo non può essere cancellata con un colpo di spugna propagandistica”.

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