“Rapina Musumeci? Bennici vittima colpo di sole”, Orlando: “Suo assessore è nella giunta regionale”

 
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Orlando respinge le dure accuse di Bennici dirette al presidente Musumeci

Gela. Il taglio dei fondi del Patto per il Sud continua a generare effetti, che sono soprattutto politici. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Sandra Bennici, ieri in aula consiliare, ha fatto capire di non fidarsi né delle rassicurazioni date dall’assessore Ivan Liardi né dei centoventi giorni che la giunta regionale ha garantito, nell’attesa di ricevere progetti cantierabili. Dopo la seduta, ha tuonato anche contro il presidente della Regione Nello Musumeci, che è a capo di un governo, sostenuto da Fratelli d’Italia. “Sui trentatré milioni, l’assenza di una classe politica locale all’altezza della situazione, scelta a volte con un click – ha detto – ha determinato una rapina eclatante e fulminea, di cui il primo responsabile sembra proprio il padrino di quest’amministrazione, il presidente della Regione Nello Musumeci”. Parole che suonano come un affronto alle orecchie del gruppo di DiventeràBellissima, supporto politico del governatore. Il commissario cittadino Michele Orlando mette in discussione la ragion d’essere delle affermazioni del consigliere. “Probabilmente, il consigliere Bennici sarà stata vittima di un colpo di sole a dicembre – dice – dimentica che il suo assessore di riferimento Manlio Messina fa parte del governo di quello che lei definisce “padrino” e che avrebbe messo a segno una rapina ai danni della città, cioè il presidente della Regione Nello Musumeci. A questo punto, sia consequenziale e chieda le dimissioni del suo assessore regionale, che è addirittura di Catania e quindi potrebbe essere tacciato di avere interessi sui fondi trasferiti”.

Il commissario di DiventeràBellissima considera l’affondo verso Musumeci del tutto ingiustificato, anche alla luce degli ultimi sviluppi. “Non capisco che responsabilità possa avere il presidente – conclude – dato che è stato anche concesso un ulteriore termine per la presentazione dei progetti, dopo i ritardi che comunque non sono di certo da legare alla Regione, anzi”. La querelle sui fondi, almeno in città, mette in crisi rapporti che nel centrodestra sembravano piuttosto consolidati.

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