“Renzi e Pd hanno chiuso raffineria salvando Livorno”, Lorefice: “Base gas? Ministero lavora”

 
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Lorefice esclude l'allarme sui tempi di rilascio della proroga Via

Gela. “Il Pd ci accusa della desertificazione dell’area industriale di Gela e di quelle di Siracusa e Taranto? Parlano i dati, è stato il Partito Democratico a chiudere la raffineria e a firmare il protocollo del 2014, insieme ai sindacati”. Il senatore grillino Pietro Lorefice non ci sta a passare per responsabile, insieme al movimento, della stagnazione industriale che si registra in città e del possibile dietrofront di Eni sul progetto della base gas. Lo scontro politico è pienamente in atto. “Ci vuole chiarezza – continua – voglio ricordare che l’allora premier Matteo Renzi scelse di tutelare il suo territorio, assicurando la continuità dell’industria a Livorno, e chiudendo Gela, con l’appoggio dell’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e del sindaco Angelo Fasulo, tutti del Partito Democratico. Adesso, accusano noi, che siamo al governo da appena un anno, di essere artefici della desertificazione industriale? Non c’è neanche da commentare”. Il senatore grillino sta seguendo la vicenda della proroga Via per il progetto della base gas di Eni. “Ritengo che ci siano stati dei colpevoli ritardi dall’azienda – spiega ancora – da quello che mi risulta, la richiesta di proroga è stata presentata a ridosso del termine di scadenza. Non capisco onestamente il motivo. Il ministero si è subito attivato avviando le procedure istruttorie. Sono stati chiesti i necessari pareri alle soprintendenze interessate e mi è stato riferito che sarebbero giunti al ministero. La proroga verrà rilasciata nei tempi previsti e spero che non ci saranno veti dalla Regione”. Ad inizio settimana, l’amministrazione comunale e i sindacati hanno messo le firme su una richiesta ufficiale di incontro, indirizzata al premier Giuseppe Conte e ai ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa.

Vogliono riattivare il tavolo sul protocollo di intesa del 2014, rilanciando la “Vertenza Gela”. “Io sono un parlamentare del territorio e ho l’interesse a tutelarlo – conclude Lorefice – sono l’unico senatore della provincia di Caltanissetta. Ad oggi, non ho mai ricevuto una richiesta ufficiale né sono stato contattato dai diretti interessati. Il mio numero di telefono è pubblico e lo conoscono in tanti. Sono sempre a disposizione e anzi spero che l’incontro si tenga prima possibile”.

3 Commenti

  1. On.le Lorefice quello che ha fatto Renzi è purtroppo tristemente notorio a tutti i gelesi. Vorremmo ora sapere quello che state facendo voi per il territorio. Abbiamo sentito solo tante parole.Vorremmo che lei e il governo gialloverde rispondesse con i fatti e con iniziative concrete per Gela. Ovviamente questo vale per i leghisti. Tra i Due milioni di siciliani emigrati ci sono tanti gelesi. Grazie.

  2. Caro Senatore Lorefice, sulle responsabilità della chiusura della raffineria di GELA , siamo ben consapevoli delle responsabilità di chi la determinato. Naturalmente per tale scelta il PD ha pagato un prezzo adeguato sul dissenso politico e anche i parlamentari che si sono resi artefici del disastro in cui hanno lasciato GELA ed il suo territorio. Ciò non giustifica l’immobilismo di chi è succeduto. L’amministrazione Messinese, nonostante tutti gli ostacoli frapposti è riuscita a mandare avanti tutto ciò che gli e stato possibile affinché non ci fossero alibi per ENI per ripensamenti. Adesso non basta più, come dici tu, che devi essere cercato al tuo numero di telefono, ma il tuo ruolo ti impone di essere tu stesso promotore per fare camminare le carte e per farsi che gli impegni di eni vengano rispettati.

  3. Sono contento della reazione del senatore Lorefice, ogni tanto si trova qualcuno che senza girarci tanto attorno, dice la verità! E trova anche il giornale che lo pubblica.

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