Riattivato compostaggio Brucazzi, Chiantia: “Evitiamo prove di forza su impianti”

 
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I carichi di orgaico vengono trattati nel compostaggio di Brucazzi

Gela. Dopo il fermo tecnico, durato alcuni giorni, da venerdì sono ripresi i conferimenti nell’impianto di compostaggio di contrada Brucazzi. A causa di un repentino aumento dei quantitativi giunti dai Comuni dell’ambito, il responsabile tecnico dell’Ato Sergio Montagnino, la scorsa settimana, ha disposto il fermo. Le attività sono riprese senza particolari difficoltà, anche se bisognerà rispettare le limitazioni sui quantitativi. Per tentare di superare le difficoltà nello smaltimento, solo poche settimane fa il sindaco Lucio Greco aveva firmato un’ordinanza, che consentiva tra le altre cose i conferimenti nell’impianto di Brucazzi, senza troppe limitazioni. Provvedimento che ha inevitabilmente mutato la gestione del sistema, che riceve i carichi di tutti i Comuni dell’ambito. L’assemblea della Srr4, anche se all’ultima riunione non ha partecipato proprio il sindaco Greco, ha comunque fatto capire che non accetterà altre fughe in avanti. Gli impianti del ciclo rifiuti devono servire tutti i Comuni dell’ambito e i sindaci degli altri centri non avrebbero preso di buon grado l’ordinanza rilasciata da Greco. Il sistema di compostaggio, attualmente nella gestione dell’Ato Cl2, è già piuttosto limitato nella portata massima, in attesa che qualcosa possa muoversi su un eventuale ampliamento.

“Capiamo le difficoltà che possono essere attraversate da un Comune come Gela – dice il presidente della Srr4 Salvatore Chiantia – ma dobbiamo evitare prove di forza sugli impianti. Noi siamo per la collaborazione. L’emergenza non può durare per sempre”. In diversi quartieri della città, ci sono ancora troppi rifiuti abbandonati in strada. L’amministrazione comunale punta su un proprio impianto di compostaggio e ha scelto il brevetto del chimico industriale Fabrizio Nardo, che da poco ha depositato lo studio di fattibilità. Ci vorrà però del tempo prima di finalizzare l’opera, oltre alla disponibilità dei fondi.

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