Rifiuti, c’è piano industriale “Impianti Srr”: Picone, “progetto con Eni e Ministero”

 
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L'amministratore Picone conferma che i pagamenti sono stati effettuati

Gela. Il passaggio di consegne, ancora non del tutto completato, dall’Ato Cl2 in liquidazione alla Srr4, attraverso la controllata “Impianti Srr”, ha segnato una transizione consistente nel ciclo locale dei rifiuti, a partire dall’impiantistica. Attualmente, la “Impianti Srr” (la società in house della Srr4), amministrata dall’ingegnere Giovanna Picone, coordinata tutte le attività della nuova vasca della discarica di Timpazzo e dell’impianto di trattamento meccanico biologico. Il “bilancio” di questa fase passa anche dal piano industriale, che la società in house si appresta a presentare all’assemblea della Srr4. “Non è stato facile, ma a più di un mese dalla apertura della vasca, siamo nelle condizioni di fare già qualche bilancio, anche in previsione del piano industriale che sottoporremo nei prossimi giorni all’approvazione della Srr – dice l’ingegnere Picone – parliamo di ampliamento della Vasca E, di un impianto di captazione del biogas, di un impianto sperimentale per il trattamento della frazione organica attraverso la maturazione in larve attraverso una convenzione con Eni e Ministero dell’ambiente, oltre che di un sistema mobile per il trattamento della frazione organica che speriamo possa essere installato a breve. Inoltre, non è improbabile che in tempi stretti ci venga volturata anche l’autorizzazione dell’impianto di compostaggio in contrada Brucazzi, per il quale abbiamo intenzione di fare degli investimenti per un revamping e un ampliamento. Sono state proprio queste considerazione e queste strategie aziendali a consentire una rivalutazione della tariffa del Tmb per i Comuni soci e una riduzione per tutti gli altri, cercando anche di incentivare la regolarità dei pagamenti attraverso la scontistica che è stata definita”. Ieri, il neo presidente della Srr4, il sindaco di Butera Filippo Balbo, ha annunciato che ci saranno riduzioni sulle tariffe versate dai Comuni soci, compreso quello di Gela, per il conferimento dei rifiuti nel Tmb a Timpazzo. Per i Comuni soci, la tariffa di conferimento sarà ridotta da 99,44 euro per tonnellata a 88,44 euro. La riduzione sarà di ulteriori 10 euro a tonnellata per i Comuni che pagheranno le fatture emesse dalla “Impianti Srr” entro e non oltre il termine di trenta giorni. Per i Comuni non soci, la cui tariffa di conferimento è di 140 euro a tonnellata, ci sarà la riduzione a 135 euro, abbassata di altri 5 euro a tonnellata qualora le fatture emesse vengano pagate entro trenta giorni dalla ricezione. “Il neo presidente della Srr Filippo Balbo sta dimostrando da subito grande sensibilità e presenza sul territorio e la scelta di ridurre le tariffe nasce da una concertazione tra la Srr e la Impianti – dice ancora Picone – e trova conferma nei contenuti della determina 28 del 2020 con la quale ho approvato le rimodulazioni. E’ una concertazione costante su tutti i fronti e si lavora in sintonia e sinergia. La “Impianti Srr” è stata costituita allo scopo di realizzare e gestire impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti, nel rispetto della normativa di settore vigente, nel territorio dei Comuni che fanno parte della Srr e nel loro esclusivo interesse. Noi ci stiamo provando e la determina è solo l’inizio di un percorso e non escludo che la tariffa possa in futuro subire ulteriori riduzioni”.

Con l’emergenza rifiuti sempre in atto in Sicilia, il sistema pubblico di Timpazzo in questa fase è quasi un unicum e sui tavoli della “Impianti Srr” arrivano costantemente richieste per conferire. Picone spiega inoltre che a breve dovrebbe essere individuata la società di lavoro interinale che si occuperà di selezionare il personale da destinare agli impianti di Timpazzo. “Con una squadra di validi operatori che già era presente in cantiere con un contratto di manutenzione straordinaria legato ad una precedente procedura di affidamento, e con un gruppo di consulenti esperti nel settore che hanno creduto nella scommessa che il sistema sarebbe potuto entrare a regime in breve tempo, l’impianto ha comunque risposto alle esigenze del territorio. La prossima settimana verranno pubblicate e gestite dalla centrale unica di committenza “Consorzio Tirreno Ecosviluppo 2000” le procedure di affidamento per la selezione di una società interinale attraverso la quale assumere il personale da impiegare nella gestione del Tmb e della vasca E. Verrà definita la gara per il nolo dei mezzi. Il 23 luglio è arrivata la famosa vasca E, anzi un settore. La consegna è stata accelerata per sconfessare l’emergenza regionale. Fin dal primo giorno di apertura è entrata in esercizio a pieno carico. Sono consapevole di essere in una posizione privilegiata per avere avuto in gestione una discarica “vergine” che ha anche consentito di ottimizzare i costi della produzione del Tmb. Non è semplice pianificare l’ingresso dei conferimenti in un delicato momento come questo e ad oggi pervengono richieste di accessi per più del doppio della quantità giornaliera autorizzata. La nostra linea, concordata con gli uffici del Dipartimento acqua e rifiuti, con i quali si è instaurato un clima di costante e operativa collaborazione, è di soddisfare prima la domanda dei Comuni soci, poi dei Comuni limitrofi e lasciare un polmone a disposizione delle esigenze regionali. La carenza impiantistica a livello regionale, e soltanto gli operatori del settore hanno contezza di non potere attribuire tutta la responsabilità al Dipartimento ma ad una delirante burocrazia in capo anche all’Assessorato territorio e ambiente, spesso non consente di pianificare al meglio i conferimenti e ci ritroviamo quindi in uno stato di continua emergenza, con numerose richieste di accessi in discarica. Non serve demonizzare l’impiantistica privata quando poi ci si ricorre per evitare emergenze, ma nel momento in cui la Regione autorizza il conferimento dell’indifferenziato presso impianti privati, la disponibilità di una discarica come la nostra, finanziata dalla Regione, deve servire da riferimento su scala siciliana per le quantità residue al netto di quelle destinate alla Srr”. Gli impianti per il trattamento dei rifiuti, ancora divisi nella gestione tra Srr e Ato Cl2, sono asset economici che rendono più delicati gli equilibri nelle compagini societarie dell’Ato Cl2 (la nomina del nuovo commissario liquidatore è in stallo per uno scontro politico tra i sindaci) e della Srr. Timpazzo e Brucazzi sono sistemi ai quali guarda con attenzione anche la Regione. Diversi privati, inoltre, stanno tentando di avviare progetti per impianti alternativi, con carte finite sui tavoli palermitani.

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