Rischio nucleare, Attiva Sicilia: “Gela, Augusta, Milazzo hanno già pagato prezzo alto”

 
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Il sit-in nella zona individuata da Sogin

Palermo. La mobilitazione politica contro l’eventuale deposito di rifiuti nucleari nella zona di Butera continua anche all’Ars. Il gruppo di “Attiva Sicilia”, composto da ex grillini, ha presentato una mozione. Si chiede al governo regionale di porre un divieto assoluto, non solo per Butera ma per tutte le aree individuate in Sicilia e inserite nell’elenco stilato da Sogin, la società che coordina gli interventi per lo smaltimento delle scorie nucleari. “La Sicilia – spiega Valentina Palmeri – ha già pagato un tributo ambientale molto alto con la presenza degli stabilimenti petrolchimici di Augusta, Gela, Milazzo, mai piu soldi contro ambiente e salute, opportunità momentanee contro opportunità permanenti. Ma non solo: la nostra regione deve compiere passi in direzione della sua vocazione turistica, naturalistica e ambientalistica e non si può correre il rischio di fare delle scelte in netto contrasto con la tutela e la valorizzazione del paesaggio. Le aree indicate come idonee in Sicilia per ospitare il deposito sono prossime a un parco e a vari siti archeologici, riserve naturali, grotte e acque termali, aziende agricole, produzioni di pregio, Dop, Igp. L’eventualità di veder realizzato il deposito comporterebbe gravissime ripercussioni alla loro economia”.

Secondo il gruppo di Attiva Sicilia si pone l’esigenza di un’interlocuzione con Roma per rivedere del tutto le scelte sulla Sicilia. Nella mozione, si fa riferimento alla possibilità che siano solo le Regioni interessate ad ospitare il deposito ad avviare una trattativa con il governo. “In caso di assenza di manifestazioni d’interesse, la Sogin Spa promuova – conclude Palmeri – trattative bilaterali solo con le Regioni interessate dalla presenza di siti aventi le migliori caratteristiche, e non, com’è attualmente, con tutte le Regioni interessate”.

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