Saluto romano al corteo di Forza Nuova in città, ministero parte civile: difese, “processo politico”

 
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La manifestazione arrivò in piazza Martiri della Libertà

Gela. “Sono reati di pericolo concreto che mettono a rischio il divieto di costituzione del partito fascista”. L’avvocato Giuseppe Laspina l’ha spiegato in aula, davanti al giudice Silvia Passanisi, illustrando le ragioni che hanno indotto il Ministero dell’interno a chiedere di costituirsi parte civile nel giudizio avviato contro alcuni esponenti di Forza Nuova, partito neofascista capeggiato da Roberto Fiore. La richiesta è stata accolta dal giudice e si tratta quasi di una novità per il ministero, che questa volta ha deciso di costituirsi in un procedimento scaturito dalla presunta violazione della legge “Scelba” che prevede il reato di apologia del fascismo. Giuseppe Bonanno Conti, Ivan Aliotta, Salvatore Rovello, Giuseppe Provenzale, Luigi Adorni e Monica Grillo sono accusati di aver fatto il saluto romano al termine del corteo che si tenne nel febbraio di tre anni fa in città. I militanti neofascisti di tutta l’isola si diedero appuntamento a Gela per commemorare i morti delle Foibe. Sfilarono da piazza Roma a piazza Martiri della Libertà. Dopo la chiamata del “presente”, ci furono le braccia tese. Le difese degli imputati, in aula con gli avvocati Guglielmo Piazza e Stefania Ricotta, hanno però contestato la richiesta di costituzione del ministero. “E’ un processo politico”, ha detto Piazza.

Per i legali, infatti, quel corteo non fu violento né causò danni. Il giudice ha ammesso il ministero. In aula, è stato sentito l’ex responsabile della Digos di Caltanissetta, che monitorò il raduno. Ha spiegato che effettivamente, al termine del corteo, ci furono i saluti romani e per questa ragione segnalò la vicenda. A processo, ci sono non solo esponenti locali del gruppo neofascista ma anche rappresentanti regionali. Alcuni degli imputati vennero identificati dalla Digos di Catania. La decisione nei loro confronti potrebbe essere pronunciata alla prossima udienza, fissata per gennaio 2020.

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