Sanità a singhiozzo, solo un ausiliario per il gruppo operatorio

 
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Il direttore generale dell'Asp cl2, Alessandro Caltagirone.

Gela. Il gruppo operatorio rischia la paralisi a causa della carenza di personale e della impossibilità di coprire i turni per il blocco degli straordinari. Da una settimana solo un ausiliario, dei tre in forza presso il presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”, è costretto a garantire la turnazione sobbarcandosi turni estenuanti che avrebbero costretto gli altri operatori a periodi di malattia prolungati. Gli operatori della società Idea, chiamati a colmare le carenze di organico tra le corsie del “Vittorio Emanuele”, fanno del loro meglio ma è utopistico pensare di affidargli il servizio senza affiancarli al personale ausiliario dell’Asp di Caltanissetta.
Le 36 ore settimanali previste dal contratto collettivo nazionale verrebbero ampiamente sforate ricorrendo alla reperibilità, divenuta ormai quotidiana, segno tangibile di una carenza cronica di personale, e da uno straordinario congelato da Alessandro Caltagirone, manager dell’Asp Cl2 che facendo riferimento al periodo estivo preferisce parlare di “riduzione fisiologica del personale”.

Il bilancio per gli operatori sanitari è disarmante, costretti ad attendere dal 2018 mensilità effettuate e mai retribuite. Secondo voci di corsia, entrambi gli ausiliari che prestano servizio presso il gruppo operatorio dell’ospedale di via Palazzi sarebbero stati costretti a rimanere a casa per conseguenze da stress da lavoro.
Il problema sfocerebbe in ritardi della normale attività programmatica delle diverse unità operative e del blocco, nel caso della Chirurgia.

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