Sanità nel caos, reparti cancellati e trasferimenti: paziente con tubercolosi ad Enna

 
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Il sindaco Lucio Greco durante il sit-in in ospedale promosso dalle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Fsi-Usae.

Gela. Stamattina le uniche due ambulanze in dotazione al parco mezzi del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” sono state impiegate in trasferimenti di pazienti verso altre strutture del territorio, proprio a causa di reparti chiusi, affidando le emergenze del territorio al 118.
E’ questa la realtà a distanza di due giorni dal sit-in di denuncia dei continui tagli alla sanità gelese, promosso dalle organizzazioni sindacali comparto sanità di Cgil, Cisl, Uil e Fsi-Usae.
Le undici unità operative presenti solo nella pianta organica, come denunciato dagli esponenti sindacali, restano inattive insieme al vuoto assistenziale generato dalla mancanza di 200 operatori, tra personale medico e paramedico.

Stamattina le ambulanze, con personale a bordo, si sono recate con esattezza all’ospedale “Umberto I” di Enna per il ricovero di un paziente affetto da tubercolosi, dopo un’attesa durata quattro giorni in uno stanzino della anacronistica Astanteria del “Vittorio Emanuele”, a all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta per una consulenza in Emodinamica.
Ad aggravare la situazione l’assenza di portantini ad Enna sopperita dall’infermiere dell’ospedale gelese pur di garantire il ricovero all’incolpevole paziente affetto da tubercolosi.
Intanto c’è chi si schiera in favore della sanità locale, come Orazio Russello che preferisce elogiare l’impegno del personale sanitario, invitando gli utenti a ricorrere anche alla Guardia medica del Poliambulatorio di via Butera per snellire il carico al Pronto soccorso, almeno per le patologie lievi.

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