Schianto sulla Gela-Vittoria, una condanna per la morte di Occhipinti: appello conferma

 
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L'imprenditore morì dopo lo schianto

Gela. L’accusa di omicidio colposo è stata confermata dai giudici della Corte d’appello di Caltanissetta, così come la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione, già imposta in primo grado a Rocco Mondello. La vicenda è quella dello schianto mortale, costato la vita all’imprenditore ragusano Santo Occhipinti, titolare di alcune attività in città. Per lui fu fatale un incidente sulla 115 Gela-Vittoria. Era a bordo della sua Mercedes quando si verificò il tremendo impatto con la Ford Focus guidata da Mondello. L’imprenditore perse la vita praticamente sul colpo e anche i primi interventi di soccorso si rivelarono inutili. Su richiesta dei difensori dell’imputato, gli avvocati Joseph Donegani ed Emanuele Maganuco, in appello era stata in parte riaperta l’istruttoria, con l’esame del perito. L’esperto ha confermato che in base alla dinamica dello scontro, la responsabilità era da attribuire al conducente della Focus, spiegando però che l’imprenditore non aveva la cintura di sicurezza, altro particolare sul quale i legali di difesa hanno più volte insistito. Tra gli altri elementi portati all’attenzione della corte nissena, anche possibili impatti precedenti allo scontro con la Mercedes.

Alcuni familiari dell’imprenditore sono parti civili nel procedimento, con l’avvocato Giuseppe Cammalleri, che ha insistito per la condanna, così come chiesto dalla procura generale. Secondo il legale di parte civile, manovre azzardate e l’alta velocità avrebbero contribuito all’epilogo finale, costato la vita ad Occhipinti. Responsabile civile nel giudizio è anche la compagnia assicurativa, rappresentata dal legale Claudia Caizza.

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