Scontri e aut aut tra i pro-Greco, alleanza in difficoltà e l’ombra di una nuova sfiducia

 
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In aula quasi esclusivamentee l'opposizione

Gela. Lo scontro aperto in maggioranza, che ha fatto registrare un’impennata di intensità nel fine settimana appena trascorso, causa l’inaugurazione del tratto riqualificato di viale Mediterraneo (per alcuni pro-Greco fin troppo politicizzata a favore dell’assessore regionale Marco Falcone), non è certamente sfuggito agli occhi di un’opposizione politica, che man mano cresce numericamente. In queste ore, sembra che si sia aperta una discussione, al momento solo preliminare, per arrivare a depositare un’eventuale mozione di sfiducia del sindaco Lucio Greco. Con l’alleanza dell’avvocato sempre più “balcanizzata” e le enormi tensioni politiche registrate negli ultimi giorni, l’opposizione pare intenzionata a sondare il campo, per chiudere anticipatamente l’esperienza amministrativa della giunta del sindaco. I numeri in consiglio comunale, assai risicati, avevano già fatto accendere un primo campanello d’allarme. Con le regionali che premono e i dissidi interni senza un vero freno, il drappello di opposizione, che ormai può annoverare anche i consiglieri di “Liberamente” e l’esponente di “Rinnova”, Alessandra Ascia, scruta una maggioranza in enorme difficoltà, anzitutto politica. Forza Italia ha sostanzialmente rotto con il gruppo più vicino a Greco. La diatriba tra gli azzurri e l’assessore Romina Morselli ha reso pubblico un dissidio che ormai serpeggiava da tempo. I civici malsopportano alleati che danno precedenza alle scadenze elettorali piuttosto che alle priorità amministrative e non escludono un fronte che possa cambiare sembianze politiche. Il drappello dell’opposizione non vede vere prospettive per un rilancio amministrativo, con l’avvocato Greco che deve fare fronte ad una maggioranza condizionata da mosse e contromosse, spesso lanciate a danno degli stessi alleati.

I consiglieri che occupano gli scranni opposti a quelli della maggioranza stanno parlando, per ora su un piano quasi esclusivamente preliminare. Il blocco di centrodestra, i cinquestelle ma anche qualche indipendente e gli stessi dem potrebbero aprire una fase che porti ad un documento politico a sostegno della sfiducia. Non tutti seguono la stessa linea e c’è anche chi pare poco convinto di intraprendere la strada che portò a far cadere l’ex sindaco Messinese. Un’eventuale mozione di sfiducia chiaramente metterebbe alla prova i “critici” di maggioranza, che dovrebbero a quel punto decidere da che parte stare. Per il primo cittadino e per i suoi si prospettano settimane convulse, soprattutto in mancanza di un accordo complessivo che possa fargli completare il mandato. È anche vero che le regionali del prossimo autunno non sembrano sposarsi bene con l’ipotesi di un altro commissariamento post-sfiducia.

2 Commenti

  1. Se è questo il risultato politico delle ultime amministrative, per favore non veniteci a chiedere il voto alle prossime
    elezioni , siamo alle solite conflittualità e litigiosità e la città in pieno declino sociale ed economico ci manca solo che questa città venga commissariata

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