Scontro sulla 626, chiesti nove anni per l’istruttore di guida: morti Scalzo e Danese

 
0
Lo scontro mortale su un tratto della 626

Gela. L’istruttore di guida che conduceva la Peugeot a bordo della quale viaggiava anche il sedicenne Angelo Scalzo va condannato a nove anni di reclusione. La richiesta è stata formulata dal pm Luigi Lo Valvo che ha esposto le proprie conclusioni nel giudizio abbreviato successivo ai fatti di due anni fa, quando Scalzo, la sorella e un’altra giovane stavano rientrando in città, dopo aver sostenuto le prove orali degli esami per il patentino di guida. La vettura, lungo un tratto della 626, andò ad impattare anche contro un’altra automobile, condotta dall’ambulante riesino Giuseppe Danese. Per il sedicenne Scalzo e per l’ambulante non ci fu nulla da fare. Morirono sul colpo. Le due giovani che erano a bordo della Peugeot condotta dall’imputato riportarono gravi ferite. Oltre all’omicidio stradale plurimo, gli vengono contestate le lesioni gravissime, per le conseguenze subite dalla sorella di Scalzo e dall’altra giovane. I familiari del sedicenne e quelli dell’ambulante sono parti civili, con l’avvocato Rita Parla per conto della “Giesse Risarcimento Danni”. Anche il legale ha concluso per la condanna dell’imputato, davanti al gup Silvia Passanisi. Non è più parte civile una delle giovani rimasta ferita, rappresentata dall’avvocato Davide Limoncello, che comunque come parte offesa si è associato alla richiesta di condanna. Parte civile è anche un altro familiare di Danese, con l’avvocato Giuseppe D’Acquì. Il pm e le parti civili hanno insistito soprattutto sul contenuto della perizia tecnica, che ha individuato gravi responsabilità dell’istruttore di guida, probabilmente a causa dell’elevata velocità.

Non si esclude che abbia potuto perdere il controllo della vettura. Per la difesa dell’imputato, sostenuta dagli avvocati Flavio Sinatra e Feliciana Ponzio, la versione resa dall’accusa va invece rivista. I legali esporranno le loro conclusioni a dicembre. Anche oggi erano presenti i genitori di Scalzo, che da tempo chiedono di fare giustizia sulla fine del figlio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here