Servizi sanitari più distanti, l’ospedale in prima linea con 2 ambulanze e 3 autisti

 
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Gela. Solo due ambulanze, una delle quali senza aria condizionata e troppi chilometri alle spalle, e tre autisti in pianta organica.

Un quarto presta servizio regolarmente ma viene pagato da terzi.

Sono queste le condizioni in cui versa l’ospedale di via Palazzi, costretto, nonostante la precarietà, a garantire anche le emergenze del territorio. L’indice accusatorio è puntato contro la Regione che non dà il via libera ad assumere personale per coprire l’assenza di chi è andato in pensione. Un azzardo pensare di non incorrere in disagi rispetto alla richiesta sanitaria di routine che caratterizza il sud del territorio nisseno.

Ciò che è accaduto nella sola giornata di ieri basterebbe a confermare queste preoccupazioni. A farne le spese sono i soliti cittadini, costretti a tollerare l’imbarazzo dei sanitari impossibilitati a soddisfare, con gli uomini e le strutture a disposizione, tutte le emergenze comprese alcune attività programmate.

Lo sa bene un paziente ricoverato in Cardiologia, costretto a prolungare il ricovero in ospedale perché l’ambulanza che lo avrebbe dovuto accompagnare al “Sant’Elia” di Caltanissetta per sottoporsi all’esame di coronografia era impegnata in una emergenza. Eppure si trattava di un trasferimento programmato.

Come nel caso della Chirurgia, dove il trasferimento di una donna è stato garantito da un’ambulanza del servizio 118 che, però, ha lasciato scoperto il territorio per parecchie ore. L’ambulanza in dotazione all’ospedale di via Palazzi era impegnata in un trasferimento da Mazzarino, per un caso di politrauma, ospedale associato al presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”.

La vicenda potrebbe finire nella lunga lista di disservizi in campo sanità stilata dal sindaco Domenico Messinese impegnato da alcuni giorni in una petizione popolare contro il declassamento della sanità locale. Il primo cittadino, martedì mattina, andrà a Palermo con una responsabilità maggiore. Quella di dare risposte agli oltre 2.500 cittadini che hanno già sostenuto la sua protesta firmando la petizione. “Firmare la petizione – assicura Messinese – non è solo un atto politico, ma è l’esigenza di difendere, tutti insieme, la sanità gelese”.

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