Servizio idrico, Forum: “Costo imposto da Siciliacque è superiore alla media”

 
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Gela. La commissione tecnica, ormai lo scorso anno, ha votato a favore dello scioglimento del contrato che lega i Comuni dell’ambito alla società italo-spagnola Caltaqua. Una decisione assunta a maggioranza e non all’unanimità dei componenti, ma ad oggi non ci sono stati sviluppi. La nuova Ati, presieduta dal sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, è ancora in attesa di poter prendere in mano il testimone che verrà ceduto dall’Ato Cl6 in liquidazione, anche se non mancano le incognite. Dal Forum dei movimenti per l’acqua pubblica, continuano a sostenere che anzitutto bisogna abbattere i costi, superiori alla media nazionale ed europea. “Si deve intervenire sul costo al metro cubo praticato da Siciliacque, stabilito in 0,69 euro – dice Antonio Surace – considerato che il Tar Palermo ha disposto che quello applicabile vada da un minimo di 0,07 euro ad un massimo di 0,30 euro, così come indicato nella sentenza che ha dato ragione all’Ati di Agrigento e ad Amap Palermo”. Da anni, si attende un pronunciamento dello stesso Tar su un ricorso che era stato presentato, anche dal sindacato. “La legge regionale numero 19 del 2015 – aggiunge Surace – stabilisce inoltre che il presidente della Regione deve intervenire per risolvere il contratto con Siciliacque o comunque per calmierare il prezzo dell’acqua rendendolo equo, al pari di quelli europei e nazionali”. Una catena di manchevolezze che pesa sugli utenti, costretti a pagare bollette “d’oro” a fronte di un servizio non all’altezza.

In città, negli ultimi giorni, sono stati segnalati altri disservizi nell’erogazione. “La riduzione del costo deve essere generalizzato – conclude Surace – e questo messaggio deve arrivare al presidente della Regione e alle autorità preposte”. Da Palermo, però, hanno fatto sapere che tocca all’Ati decidere sulle prossime sorti del servizio idrico.

2 Commenti

  1. Se esiste una sentenza del tar non impugnata, che impone di abbassare il prezzo dell’acqua, non capisco come ciò’ non avvenga, considerato l’esosa tariffa idrica. Le tariffe a Gela sono state fatte al tempo del dissalatore, quando produrre 1 m3 di acqua costava molto per l’energia che si impiegava a distillare l’acqua del mare. Ma oggi l’acqua costa molto meno produrla, in quanto proviene dalle dighe e con costi più bassi. Il compito deve essere dell’ATI e non della regione, quindi riunitevi e deliberate l’abbattimento del costo giustificandolo con la sentenza dei giudici e con i ridotti costi.

  2. Occorre anche controllare la pista ciclabile a Macchitella dove la gente dalla mattina alla sera senza mascherine senza rispettare le distante di sicutezza sia giovani che meno giovanni approfittando che non sono visti dato i tanti alberi li affollano quella zona

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