Sfiducia sì, no…forse, Ventura lancia l’appello per evitare il flop: “Lavoriamo in silenzio”

 
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Il coordinatore provinciale di Iv Giuseppe Ventura

Gela. Mozioni, testi e sfiducie che girano in maniera repentina. Un susseguirsi di mosse politiche, con tutti che marcano tutti. A Palazzo di Città, il banco potrebbe saltare da un giorno all’altro. I diciotto consiglieri che si sono mossi per primi l’hanno già capito. Carmelo Casano ha avvisato tutti, “la mozione è senza colore politico – ha spiegato – è inutile dividersi e presentarne più di una”. Che qualcosa non stia girando per il verso giusto l’ha intuito pure un altro esponente del gruppo dei diciotto. Giuseppe Ventura di Sicilia Futura è tra quelli che hanno lanciato la nuova iniziativa per chiudere anticipatamente l’esperienza Messinese. Il capogruppo futurista chiede di staccare la spina ad una giunta, della quale fa parte anche la sua ex spalla politica di sempre, l’altro ex dem Giuseppe Licata. Un ingresso che ha accelerato il percorso della sfiducia ter al sindaco. “Vorrei rivolgere, con grande calma e senza neppure un filo di polemica, un appello ai colleghi consiglieri comunali – dice – lavoriamo in silenzio fino alla firma e al deposito della mozione di sfiducia. Ritengo che il troppo rumore, con relativi paternalismi, possa ritardare o addirittura ostacolare il percorso per giungere alla ormai necessaria sfiducia a questa amministrazione inconcludente e traditrice della volontà popolare. La sfiducia va scritta, firmata, depositata e votata. Ancora non siamo neppure al primo step”.

Il futurista traccia un percorso che dovrebbe astrarsi dall’agone strettamente politico. Negli ultimi giorni, però, sulla sfiducia aleggiano non pochi interessi di parte. “Sono convinto che, questa volta, ci siano tutti i presupposti per il buon esito della sfiducia. Ritengo che la maggioranza dei consiglieri sia ormai consapevole del grave disastro arrecato alla nostra comunità dal duo Messinese-Siciliano – spiega ancora – nello stesso tempo, sono preoccupato dalla troppa enfasi e dalle troppe chiacchiere attorno ad essa. Chiedo a tutti i colleghi un atto di responsabilità. Lavoriamo in silenzio e, una volta depositata, spiegheremo a tutti, ed in tutte le forme e modi, le motivazioni della nostra scelta di liberare la città dal torpore di una giunta mediocre, che ha generato un caos in tutti i settori, nessuno escluso”. La moltiplicazione delle mozioni di sfiducia potrebbe portare all’ennesimo buco nell’acqua, difficile poi da spiegare agli elettori quando sarà la volta di ripresentarsi alle urne.

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