Sgomberi alloggi popolari, occupanti: “Siamo cittadini onesti vogliamo metterci in regola”

 
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I carabinieri a Scavone

Gela. Dopo aver saputo delle diciassette ordinanze di sgombero, firmate nelle ultime ore dal sindaco Lucio Greco (come riportato da questa testata), un gruppo di occupanti abusivi ha voluto dire la propria. La nostra redazione è stata contattata e chi vive negli alloggi popolari che dovrebbero essere sgomberati, intende rivolgersi allo stesso Greco. Hanno scritto un appello, rivolto alle istituzioni. “Siamo amareggiati – spiegano – noi, cosiddetti abusivi, vogliamo metterci in regola ma la burocrazia ce lo impedisce. Molti di noi hanno contattato gli uffici di Caltanissetta (n.d.r. riferendosi agli impiegati Iacp) e spesso dopo ore di attesa, ci hanno risposto chiedendoci somme esorbitanti per stipulare un contratto a norma di legge e saldare debiti e affitti arretrati”. I residenti delle palazzine Iacp fanno riferimento, tra le altre cose, alle difficoltà economiche che la gran parte di loro si trova a fronteggiare. “Tra di noi – scrivono – ci sono tante famiglie in difficoltà. C’è chi si trova ad affrontare disagi economici perché non trova lavoro, chi sta scontando pene detentive anche agli arresti domiciliari, chi ha bambini piccoli da mantenere o gravidanze da portare avanti. Addirittura c’è chi si trova ad occupare appartamenti che in passato erano dei genitori, poi deceduti, senza che lo Iacp abbia mai proceduto alle volture”. Situazioni, spesso, di enorme precarietà. Il sindaco ha provveduto alla firma delle ordinanze, anche sulla scorta delle indicazioni giunte dalla prefettura di Caltanissetta. Greco ha parlato della necessità di ripristinare la legalità, garantendo gli alloggi a chi ne ha diritto, perché inserito in graduatoria. Nel corso di alcune indagini giudiziarie, è emerso anche l’interessamento della criminalità, che avrebbe un ruolo pesante nella gestione delle occupazioni abusive. Le famiglie che potrebbero subire lo sgombero, però, non ci stanno ad essere etichettate, con le credenziali della mala.

“Siamo cittadini onesti e paghiamo le tasse – continuano – ci occupiamo noi della manutenzione degli appartamenti e delle aree circostanti. Mettetevi una mano sul cuore, perché non è pensabile buttare in mezzo ad una strada decine di famiglie”. Nel caso di sgomberi, sarà comunque necessario individuare collocazioni alternative per gli occupanti. Sul territorio, da decenni, manca qualsiasi progettualità alternativa, che possa andare incontro a chi non può permettersi una casa.

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