Sindacati industria lanciano manifestazione, “11 dicembre a Roma”: “Se salta base gas rischio ridimensionamento”

 
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Le sigle sindacali del settore industria hanno chiesto un confronto sulla situazione di tutte le società del gruppo Eni

Gela. La mobilitazione si sposta a Roma. Al termine del consiglio di fabbrica, le sigle del settore industria hanno deciso che il prossimo 11 dicembre i lavoratori del sito locale di Eni porteranno il caso Gela direttamente nella capitale, sotto i palazzi del governo. Da mesi, attendono lo sblocco della proroga della Valutazione di impatto ambientale, fondamentale per il progetto della base gas di Eni. Un investimento da circa 800 milioni di euro, che adesso potrebbe essere a rischio. “Tra diretto e indotto, in città, circolano almeno 70 milioni di euro – dicono i segretari di Filctem, Femca e Uiltec – se qualcuno ha deciso che non servono più, lo dica”. I segretari Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania, questa mattina, hanno convocato tutte le rsu delle aziende di Eni, attive in città. “Con altri ritardi, Eni potrebbe decidere di cambiare programmi – continuano – è mai possibile che la politica locale e nazionale debbano farci arrivare a questo punto?”. Senza i cantieri della base gas, rischiano non solo i tanti lavoratori dell’indotto, ma anche quelli del diretto. Il timore non si è mai sopito, se Eni rinuncia, allora a rischio c’è la tenuta dell’intero sito locale, che continua ad essere una delle poche fonti economiche del territorio. “Rivendichiamo la centralità dell’industria nel tessuto economico di questa città – proseguono i sindacalisti – lo sblocco della proroga Via deve essere la priorità. Ci sono procedure con gare europee per gli appalti e con scadenze già definite. Se non arrivano indicazioni chiare, come dovrebbe fare Eni ad avviare un progetto così complesso?”. Non solo i lavoratori del settore industria, ma anche metalmeccanici, elettrostrumentali ed edili potrebbero unirsi alla protesta del prossimo 11 dicembre. “Abbiamo interlocuzioni in corso con tutte le categorie – dicono ancora i segretari – non ci deve essere nessuna concorrenza. Siamo tutti per il rilancio di una città in crisi profonda”.

La Cgil territoriale, negli scorsi giorni, ha lanciato la mobilitazione ribattezzata “Sblocca Gela” e ha chiesto di arrivare ad un incontro con il premier Giuseppe Conte. Il prossimo 14 dicembre, in città arriverà il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. I sindacati del settore industria non sembrano così convinti della visita del ministro, soprattutto se non ci saranno novità rispetto alla proroga Via. “C’è un tavolo aperto in Comune e la politica – concludono – avrebbe dovuto metterci al corrente di tutto. Invece, ora il senatore Pietro Lorefice ha fatto sapere che ci sono approfondimenti su aree sottoposte a bonifica. Ma perché non è stato comunicato prima? Se salta l’investimento, tutto verrà messo in discussione”. La vertenza è partita e ora anche il diretto di Eni teme un drastico ridimensionamento.

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