Siragusa, “ancora servizi aggiuntivi? Se Greco vuole dialogo parta da punti strategici”

 
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Rifiuti e industria per Siragusa sono tra i punti deboli dell'azione della giunta

Gela. “Al di là di quello che pensa qualche politicante, il Pd ha lasciato la giunta Greco non per la campagna elettorale delle Regionali o per le poltrone. Semplicemente, non abbiamo percepito una strategia a lungo termine. Se il sindaco vuole riaprire il dialogo con il Pd, lo faccia partendo da questi aspetti”. L’ex consigliere comunale dem Guido Siragusa, che molti danno tra i “papabili” alla successione di Peppe Di Cristina alla guida del partito cittadino, guarda ormai oltre la prospettiva politica della giunta Greco. Non chiude ad un eventuale dialogo istituzionale, ma su basi precise. Rifiuti e politica industriale, secondo Siragusa, sono nodi che la giunta non riesce a mettere in fila. “Abbiamo lasciato una giunta che sul piano dei rifiuti si era data criteri precisi – spiega riferendosi alle decisioni assunte dall’ex assessore Grazia Robilatte – ora, veniamo a sapere che riprendono spazzamento e pulizia delle strade. Prima Tekra non eseguiva questi servizi? Se non sbaglio, sono ricompresi nel capitolato d’appalto. Oppure, dobbiamo pensare che si riapre la strada dei servizi aggiuntivi, quelli che già autorizzava la giunta Messinese? Spero e credo che così non sarà. Ma ci vuole chiarezza. Il commissario straordinario approvò un Pef da undici milioni di euro, ma la giunta Greco ne ha spesi sette. Allora, perché non si restituiscono i soldi ai cittadini?”. Sui rifiuti, per molti aspetti, si sono giocate le sorti del rapporto politico tra dem e Greco. Allo stesso tempo, Siragusa è convinto che l’amministrazione comunale non stia riuscendo a muoversi con spigliatezza politica quando si tocca il tasto industriale.

“Non c’è alcuna azione propulsiva. Vorrei ricordare che le compensazioni minerarie non spettano di diritto al Comune di Gela – aggiunge – è un capitolo regionale concorrenziale, con altri Comuni dove operano le grandi compagnie petrolifere ed estrattive. Comuni come Gagliano, Troina, Ragusa e anche Scicli presentano i progetti e ottengono i finanziamenti. Gela, invece, non riesce ad entrare in questa dinamica. Anche sulle compensazioni del protocollo di intesa di sei anni fa, ci sono stati troppi giochi delle tre carte. Assessori regionali, che si comportano come professionisti delle tre carte, prima mettono i soldi e poi li tolgono. Sulle compensazioni Eni ci sono accordi politici. Questi sono soldi della città. I 33 milioni di euro del “Patto per il Sud”? Basta con i viaggi della speranza a Palermo. Sono soldi già persi. Sul porto rifugio, dal 2017 aspettiamo che l’assessore Marco Falcone avvii i lavori. Non si è visto nulla. Ci saremmo aspettati che l’amministrazione comunale assumesse una posizione forte. Tutto questo non c’è stato. Sul progetto “Argo-Cassiopea”, che è un investimento fondamentale per il territorio, c’è un accordo preciso. Perché la giunta non chiede un intervento diretto del Ministero dello sviluppo economico? Servono garanzie, a cominciare da quelle occupazionali. Il lavoro non attende la pausa estiva”. Siragusa rinnova le ragioni che hanno portato allo strappo, con l’addio alla giunta Greco, e probabilmente lancia l’ultimo avviso ai naviganti, sempre che a Palazzo di Città vogliano coglierlo.

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