Sospetti sulla Tech, emessa interdittiva antimafia: si occupa dell’impianto di compostaggio a Brucazzi

 
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La giunta ha autorizzato il rinnovo delle convenzioni per il conferimento dei rifiuti

Gela. E’ tra le aziende del settore rifiuti, che in Sicilia è riuscita negli ultimi anni ad avere la gestione di importanti appalti pubblici. Sulla siracusana Tech servizi srl, adesso, si staglia l’ombra della criminalità organizzata. Un’informazione antimafia interdittiva è stata emessa dalla prefettura di Siracusa. L’azienda, che ha sede a Floridia, va valutata, così da verificare eventuali infiltrazioni mafiose. Sul finire dello scorso anno, ha ottenuto l’appalto pluriennale per il servizio rifiuti proprio a Siracusa. Gli interessi della Tech sono arrivati fino in città. Da almeno tre anni ha la gestione dell’impianto di compostaggio di contrada Brucazzi, di proprietà dell’Ato Cl2 in liquidazione. L’interdittiva antimafia potrebbe metterla in discussione. “La prefettura di Caltanissetta – dice il commissario dell’Ato Giuseppe Panebianco – ci ha chiesto informazioni. In base alla nuova normativa, dobbiamo comunicare che tipo di appalto gestisce, indicare le modalità di gara e il numero di dipendenti impiegati. Poi, queste informazioni verranno valutate. L’appalto sarebbe scaduto il prossimo maggio. Comunque, siamo nelle condizioni, eventualmente, di procedere all’immediata sostituzione dell’azienda”. La società siracusana, nel marzo di tre anni fa, subentrò alla Balestrieri Impianti, del gruppo Tekra. In quel caso, il rapporto tra Ato e Balestrieri si interruppe per “gravi inadempienze”.

La stessa Tekra, che attualmente gestisce in proroga il servizio rifiuti in città, è giunta seconda nella gara per l’appalto a Siracusa, centro nel quale gli imprenditori campani hanno svolto il servizio, poi affidato dalla Tech. Di recente, all’azienda campana, che opera in proroga sul territorio locale, è stata rilasciata un’informativa antimafia favorevole.

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