Spari tra famiglie rivali, in appello passa il concordato delle difese: ridotte le condanne

 
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Gela. Condanne ridotte in appello, dopo un duello

a fuoco tra le strade di Settefarine.

Gli spari a Settefarine. Un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, per Rocco Cinardi, Francesco Carfì, Massimiliano e Stefano Trubia. In primo grado, il gup del tribunale di Gela li condannò a due anni e due mesi di reclusione ciascuno. Cadde la contestazione più grave, quella di tentato omicidio. I due difensori, gli avvocati Francesco Enia e Nicoletta Cauchi, però, hanno impugnato quel verdetto, ottenendo, per la prima volta davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta, l’ammissione al concordato, previsto dalla nuova normativa. Due nuclei familiari si affrontarono sia nei pressi del Parco della legalità sia tra le vie del quartiere. Tra le contestazioni rimaste in piedi, il possesso di armi e le minacce. Le accuse più gravi erano a carico di Rocco Cinardi e Francesco Carfì, difesi dal legale Francesco Enia. La procura generale e i giudici di appello, però, hanno accolto il concordato, proposto soprattutto a seguito del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, e così è arrivata la riduzione della condanna.

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