Arrestati per aver violato il Daspo dopo il derby con l’Acireale, assolti i Mendola

 
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I Mendola erano stati arrestati al termine del derby di serie D

Gela. Due anni fa, al termine del derby di serie D, tra Gela e Acireale, disputato a Licata, vennero arrestati per aver violato il Daspo che gli era già stato imposto. Furono trovati nei pressi dello stadio “Dino Liotta”. Avevano assistito al match dal balcone di uno stabile della zona. Per quei fatti, il giudice penale del tribunale di Agrigento ha assolto gli ex vertici della Ssd “Città di Gela”, Angelo Mendola e Manuele Mendola. Nonostante la richiesta di condanna arrivata dai banchi dell’accusa (ad otto mesi di reclusione), il giudice ha preso atto di quanto stabilito anche da una pronuncia della Corte di Cassazione, indicata dalle difese. Secondo i legali dei due imprenditori, non ci sarebbe stato alcun pericolo concreto che potesse giustificare la misura cautelare imposta ai due e la violazione del Daspo.

La Cassazione si era pronunciata sempre sui Mendola. Una linea che ha indotto il giudice ad emettere una sentenza favorevole ai due imputati. 

“Giustizia è stata resa – sottolinea l’avvocato Fabio Fargetta, tra i difensori degli imputati – nei confronti di chi è colpevole solo di essere il primo tifoso della locale squadra di calcio”.

Il Tribunale di Agrigento ha in pratica ribadito quanto già sentenziato dalla Cassazione, che aveva visto coinvolte le stesse persone, che innovando rispetto ai precedenti della stessa Corte, ha affermato il principio di diritto secondo cui il pericolo deve essere concreto per potersi configurare il reato di violazione del DASPO.

I fatti risalgono al 18 aprile del 2019. Il Gela giocò il derby con l’Acireale al Dino Liotta di Licata. I fratelli Mendola erano sottoposti a cinque anni di Daspo e non potevano assistere al match od avvicinarsi nei dintorni dello stadio. Il pm aveva chiesto otto mesi di carcere e 5000 euro di multa.

La polizia fermò i fratelli Mendola dopo il derby mentre tornavano a Gela. Interrogati sia in commissariato che durante il processo, i due ex dirigenti ammisero di essersi recati a Licata. In particolare Angelo Mendola ha detto di aver incontrato la squadra due ore prima della partita, ma non allo stadio, per incitare i giocatori prima di un derby sentito ma di essersi poi allontanato dallo stadio. Manuele Mendola parcheggiò l’auto vicino allo stadio ma un teste ha spiegato che quella domenica non era possibile accedere da quel lato dello stadio, perché interdetto al pubblico. Da qui la caduta dei capi di accusa e l’assoluzione piena.

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